Truffa milionaria, il giudice impone il risarcimento
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fonte:
- la Repubblica
Truffa milionaria, il giudice impone il risarcimento
Escono condanne di gruppo dal processo sul saccheggio milionario consumato ai danni del Servizio sanitario regionale. Sono state disposte dal gup Maria Teresa Covatta che, a conclusione del rito abbreviato, ha in parte accolto le richieste dei pm Giovanni Bombardieri e Giancarlo Capaldo, per i quali una “cordata“ di cinque persone si sarebbe procurato un “vantaggio patrimoniale“ con falsi mandati di pagamento per prestazioni mai fornite e manomettendo fatture già pagate. Il gruppo, intercettato già nella prima fase dell`inchiesta sulla truffa da 82 milioni di euro nelle Asl Rm B e C, era composto dall`ex direttore amministrativo, prima nella B, poi nella C, Mario Celotto (sette anni di carcere), dal suo collaboratore nelle due Asl, Paolo Ippopotami (sei anni e quattro mesi), dal cognato di Celotto, Alessandro Visca (tre anni e quattro mesi), dall`ex genero di Ippopotami, Massimiliano Berardi (stessa pena), e da Ferdinando D`Alise (due anni e sei mesi). Questi ultimi tre sarebbero titolari o legali rappresentanti di società utilizzate per far confluire le somme sottratte alle Asl. I cinque facevano parte di un gruppo di undici indagati nell`inchiesta su una ventina di truffe, consumate dal 2001 al 2005, con “mandati di pagamento opportunamente falsificati“, di una decina di milioni di euro, per prestazioni sanitarie mai fornite. Un`accusa per tutti: associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Personaggi chiave, Celotto e Ippopotami che, per i pm, avrebbero agito nell`esercizio della loro “attività d`ufficio presso le Asl RmB e RmC“ nelle vesti rispettivamente di “direttore e dipendente amministrativi con mansioni connesse alla predisposizione dei mandati di pagamento“. In particolare, avrebbero svolto “un`attività delittuosa consistita nel costituire o rilevare e, comunque, utilizzare società a favore delle quali delegare fittiziamente il pagamento dei mandati delle Asl B e C, opportunamente falsificati, o intestati a società ignare“. I cinque sono stati condannati anche a risarcire, dopo un procedimento civile, le Asl, la Regione e il Codacons, costituitisi parti offese. Per loro il gup ha disposto il pagamento delle spese di costituzione in giudizio per ciascuna delle parti civili (tra i 10 mila e i 12 mila euro). è stata respinta la domanda di revoca della misura cautelare per Celotto e Ippopotami per i quali la Procura aveva chiesto rispettivamente nove e sette anni di carcere. Due anni e otto mesi erano stati chiesti per Ferdinando D`Alise (ora scarcerato), quattro anni per Alessandro Visca e quattro anni e sei mesi per Massimiliano Berardi. Il gup Maria Teresa Covatta, il 3 maggio scorso, aveva rinviato a giudizio altri 5 imputati con accuse diverse, ma sempre pesanti, dall`associazione per delinquere alla truffa, dal falso ideologico all`accesso abusivo al sistema informatico, al riciclaggio di denaro: Alberto D`Alesio, legale rappresentante della Ad Servizi srl, Aldo Mencarelli, che operava su un conto corrente della Roma Tourservice srl, Anna Nolano, moglie di Celotto, imputata con le figlie Annalisa e Simona. Il procedimento nei loro confronti è in corso davanti ai giudici della quarta sezione penale del tribunale e la prossima udienza è fissata per oggi. Il 16 maggio scorso c`era stata la prima condanna con il patteggiamento della pena a due anni e sei mesi di reclusione per Alessandro Aureli, titolare della Isep Impianti srl, accusato di associazione per delinquere e concorso in truffa e falso.
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