Truffa, i «dannati» del 709
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«Quando ho visto la bolletta ci sono rimasto male: 150 euro invece dei soliti 50. Ne ho pagati solo una parte, e la Telecom mi ha staccato il telefono, adesso sono qua per fare denuncia, spero che mi riattivino presto la linea». E un altro: «Devo pagare 744 euro, la Telecom mi aveva annunciato una cifra anomala, adesso faccio denuncia per sistemare le cose, ma tra tempo perso, burocrazia e ulteriori spese, è una vera scocciatura».
Pazienti ma anche arrabbiati: sono i truffati del 709, il codice degli ormai famigerati «dialers», programmi che si autoinstallano sul computer. Da fine maggio c`è un via vai continuo alla Polizia Postale di Ferrara.
I «pirati informatici» si sono infiltrati nei loro computer con un sistema subdolo e adesso devono pagare bollette «gonfiate», in alcuni casi autentiche stangate.
Fino a fine luglio negli uffici di Chiesuol del Fosso erano passati circa 500 ferraresi raggirati:«Ne vengono mediamente una decina al giorno – dice il viceresponsabile della Polizia Postale, il sovrintendente Conti – i dialers sono una fregatura per gli ignari navigatori, perché quel software di connessione alla fine sostituisce il numero di telefono dell`abituale provider familiare, spunta così con una finestra alla quale rispondere sì o no». Basta una cliccata sul sì e il 709 diventa un «killer» per i portafogli degli utenti. Ma a volte l`autoinstallazione è ancor più furfantesca e non viene aperta alcuna finestra di conferma.
C`è chi è cascato nella trappola connettendosi con un sito musicale, ma anche chi si è trovato una bolletta salatissima cercando nel web informazioni su una casa vacanze. «E` incredibile – confessano marito e moglie di Ferrara – solitamente pagavamo 90 euro a bimestre adesso la somma relativa all`ultima bolletta è aumentata di circa sei volte». Un signore 40enne si è preso un permesso di lavoro per denunciare una bolletta «vertiginosa» da 660 euro.
«Normalmente – dice contrariato – ne pago 200-250. Mi sono molto arrabbiato con mio figlio che aveva scaricato un cd, poi ho scoperto che non era colpa sua, credo che ci siano gli estremi per chiedere non sono i danni materiali, ma anche quelli morali».
A filtrare i cittadini e le loro proteste si sono mobilitate da tempo varie associazioni per la maggior parte legate ai sindacati, vedi Adiconsum, Federconsumatori, Adoc e Codacons.
A questo punto, le strade per ottenere un risarcimento sono due : chi ha ricevuto la bolletta «pazza» potrà contestarla e pagarla parzialmente, mentre chi ha già versato l `importo potrà chiedere un rimborso. In ogni caso è obbligatorio fare denuncia alla Polizia Postale. E` questo l`accordo raggiunto tra Telecom e Intesa dei consumatori dopo la discesa in campo del garante delle telecomunicazioni.
«Finora nei nostri uffici – sottolinea Giancarlo Muzzati, responsabile dello sportello Adiconsum di Ferrara – dalla fine di maggio in poi sono venute oltre cento persone per avere informazioni sul come comportarsi di fonte alla frode. C`è anche chi, avendo già pagato parziamente la bolletta, ha avuto il telefono staccato. Stiamo trattando alcuni casi, per ottenere lo sblocco dell`utenza. Chiunque si trovi in queste condizioni, deve però fare denuncia».
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