1 Marzo 2017

Truffa delle buche ora indaga anche la Corte dei conti

Truffa delle buche ora indaga anche la Corte dei conti

LE carreggiate ridotte a un malassemblato patchwork di voragini e crateri non passano inosservate neanche in Corte dei conti. Dopo le inchieste sugli appalti per la manutenzione stradale firmate dai magistrati di piazzale Clodio ora anche la procura contabile punta il suo faro sulle buche di Roma. Il fascicolo, aperto soltanto da pochi giorni, ricalca per buona parte le indagini già avviate in sede penale. Questa volta, però, è caccia al danno erariale: nelle prossime settimane, nel mirino finiranno tutti quei dipendenti del Campidoglio che, spesso a suon di mazzette, hanno chiuso un occhio – o forse entrambi – al momento di assegnare gare da centinaia di migliaia di euro e poi di controllare l’ operato delle ditte vincitrici. L’ ultimo caso, con relativa sentenza, è quello di Stefano De Angelis. Lo scorso venerdì il dirigente del dipartimento Simu è stato condannato a 5 anni di reclusione per aver intascato un totale di 114mila euro in mazzette. Dalle buche in piazza Bocca della Verità fino alla preparazione delle strade per la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, sebbene il funzionario condannato abbia sempre respinto ogni accusa, tutti gli appalti avevano il loro costo. E i controlli? Dal 2011 in poi la qualità, tra materiali scadenti e rattoppi, è diventata un optional. Se ne sono accorti di sicuro i dipendenti di Assicurazioni di Roma, la compagnia che stipula polizze a marchio Campidoglio, chiamati a gestire una mole imbarazzante di ricorsi per gli infortuni causati dal disastratissimo manto stradale della capitale. Come ha scoperto il Codacons, sono 5.188 i contenziosi ancora aperti contro il Comune da chi, in macchina, in scooter o a piedi, ha avuto la sfortuna di incappare in una delle voragini che costellano l’ asfalto di Roma. Anche in questo caso non è escluso l’ intervento della Corte dei conti: le decine di migliaia di euro pagate ognianno dal Campidoglio per risarcire infortuni e incidenti stradali causati dal pessimo stato delle strade di competenza comunale e municipale – questa l’ ipotesi – sarebbero rimaste nelle casse del Comune con una gestione trasparente del sistema degli appalti pubblici per la manutenzione. (l.d’ a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Gli accertamenti per valutare eventuali danni erariali dovuti ai lavori eseguiti male.

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