30 Maggio 2007

Truffa del gas, i consumatori chiedono i rimborsi

Oggi incontro con l`Eni per il chiarimento sulle presunte irregolarità. Scaroni: “Gli italiani hanno pagato solo quanto consumato“
Truffa del gas, i consumatori chiedono i rimborsi



Roma “Le famiglie italiane possono stare tranquille perchè pagano solo e unicamente il gas che consumano, come indicato dal loro contatore di casa“. A rassicurare i consumatori l`amministratore delegato dell`Eni, Paolo Scaroni, alla luce delle polemiche suscitate dalle indagini in corso da parte della Procura di Milano su eventuali malversazioni nei sistemi di misurazione del gas. “Siamo sereni – ha spiegato ieri Scaroni – Le misurazioni oggetto dell`inchiesta sono al centro dell`attenzione di tutte le società operanti nel mercato del gas in Italia e all`estero. Tanto che io stesso, appena giunto in Eni, ho attivato una procedura di verifica sulle misurazioni del gas, avvalendomi di consulenti internazionali specializzati. Peraltro, si fa riferimento a misurazioni su gas non contabilizzato, che è la differenza tra il gas che Eni compra dai propri fornitori, e quello che poi rivende ai distributori. Questa differenza, a oggi, rappresenta per la nostra azienda una perdita secca di alcune centinaia di milioni di metri cubi di gas ogni anno“. Segnali di disponibilità inviati direttamente alle associazioni dei consumatori che annunciano l`intenzione di costituirsi parte civile a Milano, in rappresentanza degli utenti italiani. E qualora dovessero risultare effetti negativi sulle bollette, annuncia una “valanga di cause“. “Qualora la situazione dovesse evolversi in senso negativo, non esiteremo a costituirci parte civile e a chiedere un forte risarcimento per conto dei consumatori italiani“, afferma il Codacons in una nota. “Se verranno confermate le ipotesi accusatorie dei Pm, e se saranno verificati effetti negativi sulle bollette degli utenti, avvieremo una valanga di cause di rimborso in tutta Italia contro le società ritenute responsabili, al fine di ottenere la restituzione delle maggiori somme pagate dai consumatori“ annuncia inoltre l`associazione dei consumatori. A fare i “conti della serva“ di quanto gli italiani avrebbero speso in più a causa dell`errato conteggio dei consumi di gas, ci ha già pensato Adusbef-Federconsumatori. Secondo l`associazione se la truffa fosse confermata andrebbero restituiti a consumatori 2 miliardi pari ad un danno di 100 euro medi all`anno per famiglia. “Con quali serie motivazioni tecniche, Eni, Snam Rete Gas ed altre aziende indagate dalla Procura di Milano, possono affermare con tanta sicumera che non ci sarebbe stata alcuna conseguenza sulle bollette delle famiglie, se perfino l`Ospedale San Carlo di Milano, l`Università Statale ed il Carcere di Bollate ,sarebbero stati danneggiati dalle bollette gonfiate?“, scrivono in una nota. “E come mai – aggiungono – neppure l`Autorità per il Gas e l`energia, che pur avrebbe il dovere di prevenire truffe ed abusi a danno dei consumatori, non ha preventivamente vigilato su un sistema di manomissioni nell`erogazione del gas, che se fosse vero sarebbe stato conosciuto dai vertici dell`Eni, sarebbe ancor più grave per i danni procurati ai consumatori?“. Vista la complessità della questione, l`Adoc, crede che “sia indispensabile, oltre a un chiarimento da parte dell`Eni, anche la possibilità di avviare un gruppo di lavoro che esamini l`intera questione“. Misurazioni errate o meno, sta di fatto che le associazioni dei consumatori sono state invitate a partecipare oggi pomeriggio ad un incontro a Roma, “al fine di fornire i necessari chiarimenti e le più ampie informazioni in merito alle problematiche emerse“ spiega una nota dell`Eni diffusa nel pomeriggio di ieri.

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