15 Ottobre 2008

Truffa dei formaggi scaduti adesso indagano anche i Nas

La Coop sospende la Galbani. L´azienda: è un caso del 2005, ma è stato già risolto

 Fa una parziale ammissione, Galbani Spa, sul caso dei formaggi scaduti e delle etichette con la data di scadenza contraffatta denunciato da alcuni dipendenti in un esposto alla procura di Perugia. «Si tratta di un episodio accaduto nel 2005 – spiega l´azienda in un comunicato – e circoscritto alla condotta di un dipendente del deposito perugino. Tale fatto – si precisa – è stato prontamente affrontato e risolto mettendo in atto tutte le azioni correttive e avviando gli opportuni procedimenti disciplinari». Sulla vicenda, portata alla luce ieri da Repubblica – nella denuncia i lavoratori dichiarano di essere stati «costretti per anni dai capi del personale, a vendere merce con la data di scadenza contraffatta» – , è subito intervenuto il ministero della Salute. è intollerabile – dice il sottosegretario Francesca Martini – che nel nostro paese proprio nel campo dell´alimentazione si perpetuino ancora truffe che minano le certezze costruite con anni di lavoro in questo campo e l´immagine del nostro paese. Continua – ha aggiunto Martini – la grande sinergia con i Nas e le Regioni per snidare questi reati. Dalla magistratura mi aspetto grande determinazione nell´applicazione delle leggi». Lo stesso ministero ha disposto ispezioni immediate da parte dei Nas e dei veterinari dell´Asl nel deposito Galbani di Perugia. Peraltro, i carabinieri del nucleo antisofisticazioni erano già impegnati in ulteriori accertamenti sulle aziende – Galbani è una di queste – che hanno intrattenuto rapporti commerciali con le ditte coinvolte nell´indagine sulla «truffa dei formaggi» riciclati disposta dalla procura di Cremona e Piacenza e condotta, a partire dal 2006, dalla Guardia di finanza. Intanto la Coop Centro Italia annuncia che «a titolo precauzionale e in attesa di verifiche e controlli, è stato deciso di ritirare dalla vendita tutti i prodotti i Galbani presenti nei punti vendita di Coop Centro Italia». Il caso Galbani ha sollevato una serie di reazioni. Sindacati, politici, associazioni dei consumatori chiedono che sulla vicenda sia subito fatta chiarezza. «Basta coi controlli superficiali – dice Nello Di Nardo, capogruppo al Senato dell´Italia dei Valori – cambiare i cartellini dei prodotti scaduti, fin dall´ingrosso sta diventando una sconcertante consuetudine. Governo e Parlamento non possono stare a guardare». Parla di vergognoso degrado alimentare Elisabetta Zamparutti deputato radicale eletta nelle liste del Pd. Duro anche l´intervento della Flai Cgil: «Galbani dovrà agire per porre fine a queste intollerabili scorrettezze. L´azienda inoltre deve dare delle spiegazioni sul fatto che è da mesi ormai che viene continuamente chiamata in causa nelle inchieste sui prodotti alimentari scaduti».  Sul fronte dei consumatori, mentre il Codacons chiede risarcimenti ai cittadini che hanno acquistato i prodotti in questione, Adiconsum – che è pronta a costituirsi parte civile in un eventuale processo – definisce gravissima la denuncia contro Galbani e chiede l´immediato ritiro dei suoi prodotti dagli scaffali. Sul fronte dell´inchiesta delle procure di Cremona e Piacenza sulle truffe dei formaggi avariati, ieri ha chiuso i battenti l´azienda Delia di Monticelli d´Ongina coinvolta nello scandalo. La Delia, di proprietà di uno dei principali indagati e ritenuto la mente del lucroso giro d´affari, non è l´unica azienda nell´occhio del ciclone. Dopo la Tradel di Casalbuttano chiusa subito dopo l´avvio delle indagini della Finanza e l´arresto dei suoi responsabili, anche altre ditte sono sin dall´inizio state coinvolte nella maxi inchiesta che travalica anche i confini italiani.
 

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