21 Febbraio 2019

Truffa dei diamanti, i manager sapevano

direttiva ai dipendenti di una banca: «proponeteli come prodotto redditizio»
milano Sarebbe stato Banco Bpm a proporre a Vasco Rossi l’ acquisto di diamanti e la rockstar avrebbe pagato con tre bonifici il 20 luglio 2009, il 22 marzo 2010 e il 14 ottobre 2011, rispettivamente 1,043 milioni di euro, 520mila euro e poco più di un milione. I preziosi sarebbero stati acquistati attraverso la società Idb. È quanto emerge dagli atti dell’ inchiesta della Procura di Milano che martedì ha portato la Gdf a un sequestro preventivo, anche a carico di 5 banche, da oltre 700 milioni per una presunta truffa sui diamanti. Dalle intercettazioni emergono particolari sconcertanti. «Il diamante non deve essere proposto come gioiello ma come investimento»: così parlava nel maggio del 2017 un dirigente del Banco Bpm al telefono con un collega. La conversazione è agli atti dell’ inchiesta nella quale risultano indagate 75 persone, compreso il direttore generale del Banco Bpm Maurizio Faroni, accusato di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’ esercizio delle funzioni di vigilanza. «Fare l’ investimento, non venderlo come gioiello, rendimento atteso, c….!», diceva nella stessa telefonata l’ altro dirigente dell’ istituto. Negli atti si parla, tra l’ altro, di «due circolari» del 2003-2004 della Banca Popolare di Verona e Novara (poi Banco Popolare, che si è fuso con Bpm) e di Banca Aletti, anche lei indagata come ente, «recanti l’ esplicita direttiva ai dipendenti di proporre i diamanti non come gioielli ma come investimento», presentandoli come un «prodotto redditizio» in quanto «sicuro, da oltre vent’ anni non conosce ribassi». Nel decreto di sequestro, inoltre, viene evidenziato «il ruolo spiccato» di «diversi dirigenti Bpm» nelle presunte truffe e «il consapevole coinvolgimento del management». Il Codacons scende in campo a tutela degli investitori coinvolti: «Le banche e le società coinvolte nella truffa dei diamanti dovranno rimborsare fino all’ ultimo centesimo i cittadini che avevano investito i propri soldi nell’ acquisto delle pietre preziose». Esulta anche Federcontribuenti: «Dopo ben 8 anni di lotta, finalmente sono stati ascoltati i nostri appelli e le nostre denunce e viene premiata la tenacia e l’ onestà che come Federcontribuenti abbiamo messo a disposizione dei consumatori truffati da questa vera e propria rapina».

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