Truffa degli alberghi, parte la prima inchiesta
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
Consumatori raggirati con la promessa di false vincite di vacanze “Fu proprio il Codacons, con un comunicato del giugno del 2003, a denunciare la cosiddetta “truffa degli alberghi“. Ora finalmente è stato ipotizzato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa“: lo fa sapere l`associazione dei consumatori Codacons. “Speriamo che questo possa servire a tutelare migliaia gli italiani caduti nella trappola – scrive il Codacons presieduto da Carlo Rienzi – e a prevenire il ripetersi di questi raggiri. Ecco come funziona la truffa: 1) Ti telefonano a casa annunciandoti una vincita, ad esempio una vacanza; 2) Ti invitano in un albergo lussuoso per ritirare il premio, così ti impressionano; 3) Bisogna presentarsi con tutta la famiglia (così da poter convincerne almeno uno, impedendo inoltre al consumatore la scusa classica per prendere tempo: ne parlo con mio marito); 4) Ti convincono per timidezza. La sala è sempre grande ed affollata. I venditori sono insistenti e la presentazione avviene davanti a molte persone che vengono coinvolte, ad esempio facendole applaudire alla firma di ogni contratto; 5) Ti vendono una multiproprietà, piuttosto che un`enciclopedia in 24 CD alla modica cifra di 2.200 euro (come segnalato fin dal 2003); 6) Optional illegali. Alcune società si accontentano di avervi fatto firmare un contratto capestro. Ma alcuni proseguono nella truffa e, ad esempio, anticipano di un mese la data di sottoscrizione (invece che 11 marzo 2008 scrivono 11 febbraio 2008) oppure fanno figurare nel contratto che avete acquistato per la vostra attività professionale, per impedirvi il diritto di recesso. Il Codacons invita i consumatori caduti nella trappola a contattarci al call center 892.007 per avanzare una richiesta di un risarcimento“. Multe annullate. “Una sentenza importante quella della Cassazione che ha ritenuto non valida la multa fatta da un vigile non in servizio – scrive il Codacons – ora il Codacons chiede la nullità anche delle multe date dai vigili nascosti che fanno imboscate agli automobilisti. Il principio, infatti, è lo stesso“. “Non a caso – prosegue il Codacons – in questa vicenda, il giudice di Reggio Emilia che aveva dato ragione all`automobilista aveva sentenziato che gli agenti preposti alla regolazione del traffico, quando operano sulla strada, devono essere visibili a distanza mediante l`uso di appositi capi di vestiario o dell`uniforme. Si tratta dell`applicazione dell`art. 43 del Codice della Strada, secondo il quale gli agenti devono essere “facilmente riconoscibili e visibili a distanza, sia di giorno che di notte“. In pratica gli agenti non potrebbero fare imboscate, nascondersi dietro gli alberi o piazzare gli autovelox e poi andarsene. Dovrebbero, invece, essere visibili accanto all`autovelox e in divisa“.
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