Truffa alla sanità: Mastrapasqua tra i 10 indagati
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fonte:
- Lastampa.it
L’ipotesi è di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. Per questo sono scattate questa mattina le perquisizioni dei carabinieri all’Ospedale Israelitico di Roma, in alcuni ambulatori, sedi Asl e uffici della Regione Lazio. Al centro degli accertamenti, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, ci sarebbero diverse fatture “gonfiate” relative a prestazioni mediche non corrispondenti a quelle che in realtà sono state effettuate.
LA TRUFFA
Il procedimento, affidato ai pm Corrado Fasanelli e Maria Cristina Palaia, è un seguito della vicenda che lo scorso gennaio chiamò in causa come indagato Antonio Mastrapasqua, nella veste di direttore generale dell’ospedale Israelitico, in relazione a una presunta contraffazione di cartelle cliniche e fatture della struttura sanitaria per ottenere rimborsi e indennizzi non dovuti, per alcuni milioni di euro, dalla Regione Lazio. Stando ai carabinieri, sarebbero migliaia le cartelle cliniche falsificate. Non solo: nella struttura ospedaliera avevano saputo anticipatamente le date dell’ispezione amministrativa eseguita da personale dell’Asl Rmd, così gli indagati avrebbero avuto tutto il tempo per “ritoccare” le documentazioni per ingannare il personale ispettivo.
Il Codacons si costituirà parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma. «Se saranno confermati gli illeciti contestati dalla Procura, chiederemo un mega risarcimento danni in favore degli utenti della sanità pubblica», ha affermato il Presidente Carlo Rienzi.
IL TRUCCO DEI RIMBORSI “GONFIATI”
Interventi al piede per l’alluce valgo, che in regime ambulatoriale potevano costare 2759 euro, venivano rimborsati dalla Regione Lazio fino a 4629 euro perché fatti passare come ricoveri dovuti a una serie di complicazioni. Bastava alterare le codifiche delle prestazioni sanitarie erogate o da erogare e trasmettere la falsa documentazione a quegli uffici della Regione Lazio cui spettava il pagamento dell’intervento. Anche biopsie trans perineali, che costavano tra i 150 e 230 euro, venivano rimborsate come prestazioni di ricovero e remunerate tra i 1300 e 1460 euro.
Essendo le cartelle sospette migliaia, si stima che il danno al servizio sanitario sia di qualche milione di euro dal 2009 a oggi.
GLI INDAGATI
Dieci le persone iscritte sul registro degli indagati dalla procura di Roma. Oltre al direttore generale dell’Ospedale Israelitico, Mastrapasqua, già presidente dell’Inps, l’inchiesta coinvolge altri sette dipendenti della struttura sanitaria e due funzionari della Regione Lazio. Le ipotesi di reato per cui gli inquirenti contestano, a seconda delle singole posizioni, sono quelle di falso e truffa ai danni del servizio sanitario nazionale.
LE ORIGINI DELL’INCHIESTA
L’inchiesta madre riguarda fatti risalenti al 2009: emerse che tra il 2006 e il 2009 la richiesta di rimborsi alla Regione Lazio per «interventi fantasma» da parte dell’Ospedale Israelitico accadeva nella stragrande maggioranza dei casi verificati, per il 94% delle cartelle cliniche. La Regione Lazio governata da Nicola Zingaretti perciò sospese il pagamento di 15,5 milioni di euro in fatture all’Ospedale Israelitico e congelò i due protocolli d’intesa che la vecchia amministrazione stipulò con la struttura sanitaria nel 2011 e nel 2012.
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