Trovato un ordigno, che poteva esplodere, davanti alla filiale di Ponte San Giovanni
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fonte:
- Giornale di Brescia
PERUGIA. Era un ordigno rudimentale e a basso potenziale ma comunque in grado di scoppiare, quello che qualcuno ha lasciato probabilmente durante la notte davanti all’ ingresso della filiale di Banca Etruria di Ponte San Giovanni, popoloso quartiere di Perugia. Quanti danni sarebbe stato in grado di provocare e chi è stato a piazzarlo dovranno dirlo le indagini, anche scientifiche, dei carabinieri. Rivendicazione. Al momento nessuno ha rivendicatola piccola bomba artigianale trovata ieri mattina da uno dei di pendenti dell’ istituto di credito al momento dell’ apertura non lontano dall’ ingresso. Che si affaccia su via Manzoni, la strada principale di Ponte San Giovanni. Appena scattato l’ allarme sono intervenuti gli artificeri dell’ Arma che hanno fatto brillare la busta di plastica con una piccola carica. All’ interno – è emerso dai primi accertamenti c’ erano dei chiodi arrugginiti, della polvere (probabilmente fertilizzante), dei fili e una batteria elettrica. Collegati in modo tale da poter provocare uno scoppio o una fiammata. Una sorta di congegno a tempo che solo gli accertamenti scienti fici potranno dire di che potenziale (anche se questa appare comunque bassa). Reati ipotizzabili. In base a tutti questi elementi la Procura perugina deciderà quale reato ipotizzare. Nella busta non ci sarebbero stati messaggi e i carabinieri del comando provinciale stanno indagando senza escludere alcuna pista. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di sorveglianza (che però non avrebbero fornito elementi particolari) ma anche la situazione dei clienti della filiale di Banca Etruria (ieri nessun commento dalla filiale e dai vertici dell’ istituto di credito), una di quelle al centro delle recenti polemiche sul sistema del risparmio. Nessun elemento viene tralasciato. Reati ipotizzabili. In base a tutti questi elementi la Procura perugina deciderà quale reato ipotizzare. Nella busta non ci sarebbero stati messaggi e i carabinieri del comando provinciale stanno indagando senza escludere alcuna pista. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di sorveglianza (che però non avrebbero fornito elementi particolari) ma anche la situazione dei clienti della filiale di Banca Etruria (ieri nessun commento dalla filiale e dai vertici dell’ istituto di credito), una di quelle al centro delle recenti polemiche sul sistema del risparmio. Nessun elemento viene tralasciato. La condanna. L’ associazione Vittime del Salva -Banche ha subito condannato «con determinazione tale gesto». «La nostra protesta – è stato annunciato – continuerà nella legalità e nel rispetto delle regole che ci ha sempre contraddistinto». Il Codacons ha parlato di «atti folli e intimidatori che non aiutano la causa dei risparmiatori». Per il presidente Carlo Rienzi, comunque, «l’ episodio deve far riflettere sullo stato di esasperazione e disperazione dei risparmiatori che hanno perso tutti i propri soldi a causa del salvataggio delle quattro banche». «Non è con azioni criminose e vili come questa- ha detto il vice presidente della Regione, Fabio Paparelli che si dà supporto a quanti stanno in questo momento vivendo situazioni di difficoltà legate a perdite di carattere economico. Quanto accaduto desta preoccupazione e rappresenta un fatto gravissimo, lontano dalla cultura civile dell’ Umbria». //
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