Trovato disco con video della plancia
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fonte:
- Avvenire
DA GROSSETO S ono ancora molti gli aspetti poco chiari nel naufragio del Concordia. Gli inquirenti stanno verificando se fosse attivo effettivamente l’ Ais della Capitaneria di Porto di Livorno, ovvero il sistema di rilevamento satellitare. Sul ‘brogliaccio’ del «cronologico degli eventi accaduti il 13 e 14 gennaio 2012», il capo turno alle 22 scrive: «Tutto regolare». E alle 22.06 scrive di essere stato contattato dai carabinieri di Prato, perché la figlia di una passeggera riferisce che la mamma le ha riferito di problemi a bordo della Costa Concordia. Ma «al momento non abbiamo segnalazioni di nave in difficoltà», scrive sul brogliaccio sempre alle 22.06 il capo turno della Capitaneria di Porto di Livorno. La sera del naufragio il 112 ricevette centi- naia di chiamate, molte delle quali da stranieri, da passeggeri della Costa Concordia che in preda al panico si rivolgevano in inglese agli operatori. È quanto emerge dalle indagini che sta conducendo la Procura di Grosseto sul naufragio della Costa Concordia. Secondo quanto viene spiegato, venne composto proprio il 112 perché è un numero conosciuto anche all’ estero, come prefisso di emergenza internazionale. Nei momenti concitati dell’ impatto della nave con gli scogli, tanti passeggeri della Costa Concordia composero quel numero per chiedere spiegazioni di quanto stesse avvenendo sulla nave, visto che da bordo non arrivavano informazioni esaustive. Quelle telefonate, così come i video comparsi su internet o girati con i telefonini dai passeggeri a bordo, vengono recuperati dagli inquirenti e messi agli atti dell’ inchiesta. Altri dettagli potrebbero arrivare dal disco di memoria nel quale sono incise le immagini registrate dalle telecamere della Costa Concordia, recuperato dai sommozzatori dei carabinieri. L’ hard disk viene definito «estremamente importante, fondamentale » dagli inquirenti perché due delle telecamere che hanno inquadrato le immagini erano posizionate sulla plancia di comando, e potranno quindi aiutare a ricostruire i movimenti del comandante Francesco Schettino e degli ufficiali. Intanto il Codacons ha lanciato a Miami, in collaborazione con i due studi americani Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP e Proner e Proner, una class action contro la Costa Crociere e la Carnival , diretta a far ottenere ai passeggeri il risarcimento per tutti i danni subiti con il naufragio della nave Concordia. «Il risarcimento che ci si aspetta dalla Corte Americana – si legge in una nota del Codacons – è di almeno 125 mila euro a passeggero, sino a 2 o 3 volte tanto per casi specifici e sino a oltre un milione di euro nei casi più gravi. La class action è rivolta non solo agli italiani, ma ai cittadini di qualunque nazionalità che si trovavano a bordo della nave». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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