11 Agosto 2011

Trovate in agosto gli uffici di Poste Italiane chiusi il pomeriggio? Scrivete immediatamente al prefetto

Trovate in agosto gli uffici di Poste Italiane chiusi il pomeriggio? Scrivete immediatamente al prefetto
 

Trovate in agosto gli uffici di Poste Italiane chiusi il pomeriggio? Scrivete immediatamente al prefetto. E’ questo l’ appello del presidente dell’ Adico (Associazione difesa consumatori), Carlo Garofolini, a tutti gli utenti degli uffici postali della Provincia. «Il prefetto – spiega -, nella sua qualità di rappresentante del Governo, unico azionista di Poste Italiane Spa, farà presente nelle sedi opportune l’ intollerabile disagio a cui sono sottoposti i cittadini, che devono servirsi delle attività di sportello, e si spera in un intervento riparatore». Dopo i disagi agli sportelli dovuti al blocco della nuova rete telematica ed alla carenza di organico, una nuova penalizzazione colpisce i cittadini. «Chiediamo al prefetto – continua Garofolini – di aiutare la cittadinanza a contrastare questo nuovo motivo di disagio comune. Una vera e propria frana – continua – tutte queste società "privatizzate" e messe sul mercato: invece di portare un beneficio agli utenti, hanno portato solo disservizi e aumenti dei prezzi. Paghiamo le tariffe più alte, le tariffe postali nell’ ultimo anno hanno subito un aumento del 20 per cento, e abbiamo i peggiori servizi d’ Europa. E non mi vengano a dire che la gente è in ferie, perché non è vero: un nostro studio del 19 luglio scorso ha dimostrato che solo un cittadino su tre è in vacanza». Dello stesso avviso è il presidente regionale del Codacons, Franco Conte: «La situazione negli ultimi anni è peggiorata – afferma – Ci incontreremo con le altre associazioni di consumatori per fare una richiesta formale alle Poste perché pongano rimedio a questa situazione scandalosa, che si aggiunge a una stagione di disagi causati dalla maledizione informatica, almeno per la prossima estate. I più colpiti sono gli anziani, che sono abitudinari e non usano internet. Proprio per questo è da modificare anche il ritiro delle raccomandate: non si può costringere le persone a recarsi a ritirarle in via Torino, dove vi è scarsità di mezzi pubblici».

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