2 Dicembre 2009

Troppo smog, avviso a Formigoni e Moratti

Superate le soglie di polveri sottili. Il governatore: c´entra la campagna elettorale Attendo ora un avviso di garanzia da l´Aquila per avere costruito la Casa dello studente da 128 posti a tempo di record

 
MILANO – Roberto Formigoni riceve un avviso di garanzia per «getto pericoloso di cose» (ovvero inquinamento) e ne dà notizia in conferenza stampa. Ironizzando ? «hanno finalmente trovato il modo d´incastrarmi» ? e polemizzando con i magistrati che «hanno sempre accompagnato le mie campagne elettorali con avvisi di garanzia». In realtà il governatore lombardo è indagato insieme al sindaco di Milano, Letizia Moratti, e al presidente della Provincia, Guido Podestà, per un reato per il quale sono stati già rinviati a giudizio anche il sindaco di Firenze e il presidente della regione Toscana.  Tutto nasce da un esposto del Codacons inviato nel 2007 alle procure di 13 città. Basandosi su dati del Cnr che imputavano alle polveri sottili 8.220 morti all´anno nei grandi capoluoghi italiani, si chiedeva di perseguire i responsabili. Ovvero, il Comune e la Regione, che non avevano preso le misure necessarie per evitare che il tetto dei 50 milligrammi di Pm10 per metro cubo non fosse superato più di 35 giorni all´anno. Il pm aveva chiesto l´archiviazione.  Ma il Codacons è tornato alla carica opponendosi e presentando una nuova denuncia. Che fa leva su un´indagine condotta da cinque ospedali milanesi secondo la quale 53mila ricoveri al pronto soccorso, tra il 2007 e il 2008, sono riconducibili all´inquinamento. L´adozione dell´Ecopass e altre misure, sostengono gli avvocati dei consumatori, non bastano: nel 2009 i 35 giorni sono stati superati già il 23 febbraio. E poi ci sono i precedenti di Firenze e Palermo, per i quali è stato avviato un processo. Di qui la decisione del gip Marina Zelante di rimettere gli atti al pm per chiedere nuovi accertamenti. E così ha dovuto fare il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, capo del pool ambientale della procura di Milano, che ha esteso gli accertamenti alla Provincia, anch´essa competente in maniera ambientale. «Si faranno indagini e si valuterà se archiviare o meno», spiega Cerrato. Del resto, il massimo che rischia Formigoni in caso di condanna è un mese di carcere con la condizionale o 206 euro di ammenda. Ma l´eco della notizia è tutta politica: per Paolo Valentini, del Pdl, «iniziative di questo tipo servono solo a gettare discredito sull´operato della magistratura». Anche per Carlo Porcari, del Pd, «l´inquinamento della Lombardia e l´efficacia di una politica non può avere implicazioni penali» ma non per questo bisogna «delegittimare la magistratura». Carlo Monguzzi, dei "Verdi e democratici", chiede un «piano di risanamento dell´aria più serio e concreto». E Luciano Muhlbauer, del Prc, accusa Formigoni di aver scatenato un «can-can mediatico» per una vicenda penalmente irrilevante: «L´obiettivo vero dei suoi strali sono le inchieste che riguardano Grossi e Lady Abelli». Formigoni dice di aspettarsi anche un avviso di garanzia per la casa dello studente costruita all´Aquila con fondi della Regione Lombardia e destinata a diventare di proprietà della Chiesa: «Se qualcuno conoscesse davvero le leggi manderebbe certi esposti nel cestino della carta straccia». Del caso si occupa anche il procuratore regionale della corte dei Conti, Eugenio Schiltzer: «Ho avuto una comunicazione dal procuratore regionale dell´Aquila. Allo stato non emergono danni erariali a carico della Lombardia. Illeciti di altre amministrazioni che possano aver utilizzato male l´opera o eventuali fatti penalmente rilevanti sono di competenza delle procure competenti o della magistratura penale».
 

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