Troppo smog a Milano, avviso di garanzia a Formigoni
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fonte:
- Gazzetta del Sud
MILANO Smog alle stelle, sotto inchiesta il sindaco e i due presidenti di provincia e regione. Tre avvisi di garanzia sono arrivati ieri a Letizia Moratti, Guido Podestà e Roberto Formigoni, tutti del Pdl, con la singolare ipotesi di reato prevista dall’articolo 674 del codice penale, quello che punisce «chiunque provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo» non consentiti. In pratica, la Procura vuole capire se i vertici degli enti territoriali abbiano fatto il possibile, in questi anni, per evitare i ripetuti superamenti dei limiti tollerati dalle direttive europee in materia di micropolveri. Il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, che insieme al pm Giulio Benedetti coordina l’indagine, vuole sapere quanti siano stati effettivamente i giorni di aria irrespirabile oltre il limite. E poi vuole acquisire da comune, provincia e regione tutti i documenti relativi alle iniziative anti-smog prese in una battaglia apparsa finora perdente in partenza. L’inchiesta è nata dai ripetuti esposti presentati nel tempo dal Codacons. Per uno dei quali il gip Marina Zelante, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, ha di recente chiesto maggiori approfondimenti. Furente la reazione del governatore Roberto Formigoni, che nel pomeriggio ha convocato urgentemente una conferenza stampa. «Volevate l’avviso di garanzia? Eccolo ha tuonato ironico mostrando ai giornalisti il foglio di notifica . Finalmente hanno trovato il modo d’incastrare il presidente della Regione. Ma questo avviso di garanzia arrivato sulla base di una denuncia, è la ripetizione, pari pari, di una cosa avvenuta già negli anni scorsi, che però aveva spinto il pm ad archiviare la denuncia». Tace il sindaco Letizia Moratti. Da Palazzo Marino fanno sapere che «il sindaco non ha ancora ricevuto alcuna notifica». Dal canto suo il presidente del Codacons (l’associazione di tutela dei consumatori), Marco Maria Donzelli precisa che l’avviso di garanzia è la conclusione di una battaglia legale che dura da due anni. «Solo a Milano ci sono 73 ricoveri al giorno per smog ed è ora che Moratti e Formigoni prendano iniziative serie a tutela della salute dei cittadini». Finora gli sforamenti del Pm10, a Milano, sono stati 84 (soglia d’allarme è 50 microgrammi) contro i 35 previsti dalla Ue. La battaglia legale del Codacons è iniziata nel giugno del 2007 con un esposto basato su dati del Cnr secondo i quali lo smog uccide in media 8.220 persone l’anno nelle sole 13 maggiori città italiane a causa dell’alta concentrazione del Pm10. L’esposto fu prentato in 11 delle 13 città oggetto dello studio: Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo. Sullo smog, le normative nazionali ed europee impongono degli obblighi di risultato, sostiene il Codacons. «A Firenze il giudice dell’udienza preliminare, accettando la tesi del pm, ha rinviato a giudizio il presidente della Regione Toscana Claudio Martini e il sindaco Leonardo Dominici con l’accusa di getto pericoloso di cose e rifiuto di atti d’ufficio». Con il Codacons che è stato ammesso nel processo come parte civile. «E la montagna partorì il topolino. Erano settimane che gli ambienti della sinistra politica ed editoriale preconizzavano un avviso di garanzia nei confronti di Formigoni e alla fine la lunga attesa si è risolta in un vero e proprio boomerang per i sinistri fautori della "via giudiziaria". Si tratta di un dovuto avviso per una ipotesi di reato contravvenzionale (oltretutto ancora da verificare come dice la stessa Procura) punibile al massimo con una ammenda. Se non fosse lo specchio di una ormai insostenibile caccia alle streghe, quasi quasi scapperebbe da ridere». È quanto si legge in una nota congiunta dei coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini. «Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, avrà modo di dimostrare ciò che le strutture regionali hanno messo in atto come misura di prevenzione per l’inquinamento atmosferico. Lo stesso discorso vale per il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e per il presidente della Provincia, Guido Podestà». A sostenerlo è il parlamentare del Movimento per l’Autonomia, Elio Belcastro, secondo cui «è ora però di finirla con gli avvisi di garanzia cuciti su misura e ad orologeria». «L’avviso di garanzia a Formigoni sull’inquinamento mi sembra campato in aria». Lo precisa in una nota Silvio Viale, membro della Direzione Nazionale di Radicali Italiani, sottolineando che «per coerenza dovrebbero seguirne altri per i presidenti di molte Regioni e per i sindaci delle grandi città».
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