29 Aprile 2014

Troppo hard per un liceo? Dite la vostra

 Troppo hard per un liceo? Dite la vostra

    
«Si inginocchiò, fingendo di cercare l’ accappatoio nel borsone, e poi, con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l’ uccello in bocca. Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce. Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all’ ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripetè altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita». Ecco, questo è il brano del romanzo di «Sei come sei» di Melania Mazzucco letto in classe e dei professori del liceo classico Giulio Cesare di Roma, storico istituto della capitale. Il brano parla di sesso tra gay e i due professori si ritrovano denunciati dai genitori per pubblicazioni di spettacoli osceni e corruzione di minorenni. Cosa ne pensate? Troppo hard per un liceo? Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige, scrive che «L’ episodio del romanzo `Sei come sei´ della Mazzucco, ad alto tasso pornografico, inserito, senza il consenso dei genitori, nel programma di studi da alcuni insegnanti del Giulio Cesare è una gravissima violazione del patto di corresponsabilità tra genitori e scuola. Sui temi sensibili, come sesso, relazioni e affettività, va lasciata ampia libertà di scelta ai genitori e vanno condivisi approcci e metodi da applicare in classe, che devono essere in sintonia con quanto condiviso in famiglia. Non è ammissibile divulgare a scuola materiale dichiaratamente pornografico, e sottoporlo ai minori abusando della propria autorità di insegnanti». «Argomenti così pieni di valenze culturali, valoriali ed etiche devono competere prima di tutto ai genitori e demandati poi in parte ai docenti solo su esplicito consenso scritto e formale dei primi». Ed ecco la difesa dei professori, ai quali il Codacons ha offerto assistenza legale gratuita: «Il romanzo è stato dato da leggere in due classi del quinto ginnasio – dice Micaela Ricciardi, preside del liceo classico romano – perché è un bel libro, nell’ ambito di un programma sul piacere della lettura che va avanti da due anni. Non c’ entra nulla l’ Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar). È la storia di una undicenne figlia di due gay, che rimane orfana perché uno muore e l’ altro non ha alcun titolo legale per occuparsi di lei. La storia di una famiglia di tipo diverso da quella tradizionale». E aggiunge che secondo lei la polemica «È un’ azione strumentale di gruppi di estrema destra, che vogliono sfruttare la notorietà del `Giulio Cesare´ per attaccare le politiche anti-omofobia. È stato dato da leggere a dicembre, discusso dalle due classi assieme e a fine gennaio i ragazzi hanno sostenuto una prova scritta sull’ argomento – prosegue la preside -. Perfino la figlia di una coppia molto cattolica che aveva chiesto spiegazioni sul romanzo ha detto di averlo trovato bello». La scrittrice si dice scandalizzata. «Sono convinta che la vera ragione dell’ accusa e del tentativo di censurare il romanzo non sia quella che viene proclamata. Ciò che scandalizza davvero non è l’ oscenità, ma proprio il contrario. Cioè l’ assoluta normalità della famiglia di Eva e dei suoi genitori, due uomini». In un intervento su Repubblica dice che «La minaccia di denuncia penale agli insegnanti che hanno osato far leggere il mio Sei come sei agli studenti» «è un atto di grave intimidazione squadrista, che merita di essere preso sul serio». «I libri – continua la scrittrice – non bruciano da tempo, in Italia. L’ Indice dei Libri non esiste più. È stato soppresso nel 1966». «Chi vuole impedire a un ragazzo di sedici anni di discutere `Sei come sei´ non può impedirgli di informarsi altrove. Di incontrare nella realtà, e non in un libro, una Eva in carne e ossa, e le duecentomila e più famiglie italiane come la sua». Tonino Cantelmi, psichiatra e padre di un alunno del liceo Giulio Cesare di Roma, dichiara che «Tutto è nato perché, quattro mesi fa, un allievo, mentre leggeva questo libro, giunto alle pagine in cui veniva descritto in maniera dettagliata un rapporto orale, ha deciso di non andare avanti nella lettura, sentendosi violentato nella sua sensibilità». Secondo Cantelmi « La bufera in cui è finito il liceo classico romano, «non può essere derubricata con l’ aspetto omofobo, ma deve insegnare che i genitori devono essere coinvolti nelle scelte quando la scuola entra a gamba tesa in temi molto delicati per la persona. Bisogna lasciare alle famiglie libertà educativa». «Io credo nel corpo docenti del Giulio Cesare», sottolinea il genitore spiegando che però dalla vicenda è emerso «un aspetto problematico: da alcuni temi molto sensibili, che riguardano l’ educazione sessuale, le famiglie non possono essere escluse». La scuola è cambiata e sta cambiando, dice la preside. Si possono affrontare temi come l’ omosessualità con assai più garbo, dice il Moige. E voi, come la pensate?

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