“Troppi tre mesi di vacanza” Poletti: la scuola deve cambiare
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fonte:
- La Stampa
il
ministro del lavoro: parte della pausa andrebbe usata per formazione
presidi favorevoli, studenti sulle barricate. per loro l’ idea è
“delirante”
Ci risiamo, si parla di nuovo di tagliare le vacanze degli studenti italiani. Stavolta è il ministro per il Lavoro Giuliano Poletti a proporre il tema partendo da una premessa personale. «I miei figli d’ estate sono andati sempre al magazzino della frutta a spostare casse. Sono venuti su normali. Non sono speciali, non sono straordinari ma normali». E, quindi, la proposta: «Anche noi genitori, noi società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro nella relazione con le giovani generazioni. Un mese di vacanza va bene, un mese e mezzo va bene, ma che ci sia un obbligo a farne tre non va bene: meglio allora impiegarne uno a fare formazione. Questa è una discussione che il Paese deve affrontare». Il tentativo di Monti In realtà sono anni che il Paese affronta discussioni intorno a questo tema. Ci aveva provato Mario Monti due anni fa con una bozza di riforma del calendario scolastico che prevedeva la riduzione delle vacanze ad un mese. Proposta era rapidamente finita nel nulla. Ci aveva provato sette anni fa Francesco Rutelli, allora ministro dei Beni Culturali. Si era limitato a proporre di anticipare una settimana di vacanze estive da recuperare durante l’ anno per aiutare il turismo. Si scatenò il putiferio, si preferì lasciar perdere. Oggi le vacanze estive degli studenti italiani sono rimaste le più lunghe, 13 settimane, come in Turchia e Lettonia. Tra i Paesi europei solo la Spagna ha qualcosa di simile, 11 settimane. Il ministro dell’ Istruzione Stefania Giannini ha ricordato che si tratta di una posizione condivisa nel governo e che nel ddl sulla Buona Scuola c’ è già una proposta in questo senso. Favorevole infatti anche il sottosegretario all’ Istruzione Davide Faraone. «Tre mesi concentrati forse sono tanti, li si potrebbe distribuire durante l’ anno». Ad alcune condizioni, però. «Va bene studiare e lavorare, va bene dare l’ opportunità ai genitori di trovare le scuole aperte anche qualche settimana in estate ma si tratta di ragazzi che studiano e lavorano tutto l’ anno, evitiamo di spremerli troppo». La formazione estiva Gabriele Toccafondi, anche lui sottosegretario all’ Istruzione, precisa che «non significa fare meno vacanze ma «per i ragazzi del triennio di tecnici e professionali impiegare una parte del tempo libero in attività di formazione e alternanza scuola-lavoro». Favorevoli, i presidi. Mario Rusconi, vicepresidente dell’ Anp, sottolinea: «durante l’ estate le scuole sono aperte ma largamente inutilizzate», l’ idea «ci trova senz’ altro d’ accordo» ma bisogna ricordare che questo «è l’ ennesimo ministro che si pronuncia sulla questione e, finora, alle parole hanno fatto seguito fatti coerenti. La scuola ne ha abbastanza di effetti-annuncio». Favorevoli i genitori del Moige. Divisi, i sindacati. «Bisogna evitare di irregimentare tutto – commenta Massimo Di Menna della Uil scuola – non si può decidere tutto per tutti». Per l’ Anief la proposta può anche andar bene ma «all’ interno di una riforma complessiva». Contrari gli studenti: considerano le parole del ministro «deliranti», il Codacons – chiede «più occupazione» – e la Cgil che con il segretario confederale Gianna Fracassi spiega che le scelte del governo sulla riforma dell’ apprendistato «dovrebbero preoccupare molto più delle vacanze».
flavia amabile
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Tags: ministro del Lavoro, Poletti, scuola, vacanze
