15 Ottobre 2002

Troppi tralicci a Carbonazzi

È la zona più esposta alle onde elettromagnetiche

Troppi tralicci a Carbonazzi

A un anno di distanza la situazione nel quartiere di Carbonazzi non è cambiata. Continua infatti ad essere la zona della città più esposta alle onde elettromagnetiche per la presenza dell?elettrodotto dell?Enel: una foresta di imponenti tralicci nel cuore del quartiere circondato da palazzi, villette e non troppo lontano dal giardino pubblico. Con i cavi dell?alta tensione, che attraversano in lungo e in largo l?area, con quel ronzio continuo e le piccole scintille visibili soprattutto di notte dagli ultimi piani dei palazzi vicini.
«Purtroppo a Carbonazzi la situazione è tale e quale a quella di un anno fa – ammette Anna Rosa Francesca Garau, presidente della circoscrizione numero quattro – il problema è particolarmente complicato perché dipende dall?Enel la decisione di interrare i cavi per evitare le immissioni di onde elettromagnetiche ma – aggiunge – per fare questo pretenderà certo dei finanziamenti». I cittadini poi, che fino all?anno scorso tempestavano gli uffici del presidente di circoscrizione di denunce e lamentele, ora sembrano essersi abituati al friggere dei cavi e come sottolinea anche Garau «le lamentele sono rientrate».
In città però non c?è solo lo spauracchio dell?elettrodotto dell?Enel. I cittadini temono anche le antenne per la telefonia mobile, che negli ultimi mesi si sono moltiplicate a dismisura sui tetti delle case di tutti i quartieri. All?inizio dell?anno in Consiglio comunale era arrivata una pioggia di segnalazioni da parte dei cittadini e il caso rischiava di finire davanti al giudice. Il Codacons, l?associazione che difende i diritti dei cittadini e dei consumatori, aveva dichiarato guerra alle antenne dopo che i condomini di un palazzo nel quartiere di Latte Dolce avevano indetto una raccolta di firme contro l?installazione di un ripetitore Omnitel sul tetto di casa loro.

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