18 Aprile 2020

«Troppi morti nelle Rsa» ora la Procura apre un’ indagine conoscitiva

TRENTO. Il procuratore capo Sandro Raimondi ha aperto un fascicolo conoscitivo sulle morti nelle Rsa Santo Spirito-Fondazione Montel di Pergine e Cis di Ledro. Un atto dovuto, che fa seguito all’ esposto della sede nazionale del Codacons, che ipotizza i reati di epidemia e omicidio plurimo con dolo eventuale. Secondo il Codacons sarebbero stati commessi errori gravi che hanno permesso il diffondersi del Covid 19 nelle case di riposo, che non sarebbe «un’ epidemia casuale, ma una vera e propria strage» consumata a danno delle fasce più deboli: anziani, invalidi, persone non autosufficienti, che una volta venute a contatto col virus, in molti casi, si sono aggravate arrivando in alcuni casi anche alla morte. Secondo il Codacons i luoghi di assistenza si sarebbero trasformati in pericolosi focolai. La Procura, senza prendere posizione sul caso denunciato, intende eseguire un doveroso approfondimento, che il procuratore capo Raimondi condurrà in stretto rapporto con il Nas dei carabinieri. Va pure detto che la posizione è stata presa dal presidente nazionale del Codacons Carlo Rienzi, mentre il Codacons regionale non si è esposto fino a questo punto. Ieri il Codacons nazionale ha rincarato la dose, con un appello rivolto alla Procura che invita i magistrati trentini di «sequestrare le salme dei pazienti deceduti presso le Rsa della Regione e disporre autopsie su tutti i corpi onde accertare le cause dei decessi». Una misura che si renderebbe necessaria, spiega il presidente Carlo Rienzi «per evitare che le case di riposo procedano ad eseguire cremazioni che farebbero scomparire le prove utili ad accertare le responsabilità».

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