Troppi iscritti, aule come pollai Allarme in 34 istituti della città
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fonte:
- Il Giorno
MILANO CI SONO CLASSI con più di 30 alunni. Oppure aule di appena 40 metri quadri per 25 studenti, al disotto del tetto minimo. Le chiamano classi-pollaio. Sono quelle dove in caso di emergenza l’ evacuazione potrebbe diventare un problema. Finora erano state uno dei principali capi d’ accusa di genitori, docenti e presidi contro l’ ex ministro dell’ Istruzione Mariastella Gelmini. ORA L’ ALLARME non viene più dagli utenti, ma dal Ministero: in Italia ci sono 13.500 istituti fuori norma, in Lombardia 1038, a Milano 34. Si tratta di una indagine svolta recentemente dal Miur. «Una indagine per promuovere il piano di edilizia scolastico come imposto pochi mesi fa dal Tar e dal Consiglio di Stato ? spiega Stefano Zerbi, della Codacons ? che hanno dato ragione alla nostra class action che ha raccolto le segnalazioni di 275 famiglie da tutta Italia a disagio perché i figli devono studiare in aule sovraffollate». La mappa degli istituti-pollaio milanesi riguarda principalmente le superiori. «Molte classi hanno intorno a 30-31 studenti ? rivela Pippo Frisone, della Flc-Cgil ? ma il vero problema non è tanto il numero eccessivo di alunni, quanto il fatto che gli studenti siano calati all’ interno dell’ edilizia scolastica di scuole risalenti a diversi decenni fa. Una situazione peggiorata anche per il taglio degli organici». A settembre le scuole milanesi hanno accolto quattromila studenti in più a fronte di duemila docenti in meno. SU 63 SCUOLE secondarie di secondo grado, almeno la metà non sarebbe a norma. Si va da scuole storiche e in sedi di pregio come il Parini, il Vittorio Veneto, il Beccaria e il Virgilio a strutture più recenti come il Cremona-Zappa, il Cardano, il Gentileschi, l’ Albe Steiner. Situazioni estreme si sono verificate negli ultimi due anni ai serali Giorgi e al Bertarelli con classi di oltre 50 studenti, costretti a sedersi sui banchi o a stare in piedi. Nelle indicazioni preliminari per le iscrizioni all’ anno 2012-2013, il direttore scolastico regionale, Giuseppe Colosio, ha avvertito le scuole: «Il numero degli studenti iscritti non costituisce per un’ istituzione scolastica una variabile indipendente rispetto alla qualità del servizio». È necessario «individuare quale sia il numero massimo di studenti annualmente accoglibili».
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