30 Marzo 2011

Troppi dubbi aleggiano attorno al nuovo reparto di Cardiologia

Troppi dubbi aleggiano attorno al nuovo reparto di Cardiologia
 

Una paziente muore per complicanza da angioplastica. Un’ altra muore per tamponamento cardiaco dopo perforazione di un ventricolo. Un altro ancora, si sente male nel parcheggio del policlinico e muore durante il tragitto in ambulanza verso Baggiovara dopo che il suo ingresso era stato rifiutato nel reparto dell’ ospedale modenese poiché gli strumenti erano occupati in una procedura periferica programmata. Un altro giovane paziente è condannato alla dialisi dopo lacerazione dell’ arteria, un altro ancora subisce la perforazione di un vaso dopo che l’ operatore, ora nell’ occhio del ciclone, era stato supplicato da altri tre medici di non toccare il vaso vista la pericolosità e l’ inutilità della manovra: verrà salvato dalla cardiochirurgia dell’ Hesperia al termine di ripetuti e vani tentativi ripetuti dall’ ambulatorio di emodinamica del policlinico. Si potrebbe continuare. L’ associazione di volontariato Amici del cuore scrive una lettera alle autorità denunciando che qualcosa non va a Cardiologia. Il Codacons si rivolge al magistrato. Daniele Giovanardi, vice direttore del Dipartimento d’ Emergenza attacca il Direttore generale del Policlinico, Stefano Cencetti, reo di aver passato la lettera alla professoressa Maria Grazia Modena, responsabile di Cardiologia, che così’ ‘ indaga su se stessa’ ‘ , infatti’ ‘ diffonde la lettera solo ai propri cardiologi e sollecita risposte di sostegno’ ‘ . Alcuni medici, in alcune chiacchierate private sparano a zero contro la gestione di Cardiologia e chiedono che si torni’ ‘ alla vecchia cardiologia’ ‘ , ma non sembra che facciano in corsia il contrario di ciò che contestano nei fuori onda. Tra medici e infermieri del reparto c’ è un clima teso. Undici infermieri hanno chiesto di essere trasferiti. Nella struttura cardiologica sono in atto ben 24 sperimentazioni, di cui non c’ è traccia nella banca dati Med line, che abbiamo consultato, e vengono impiantati dispositivi forniti da ditte non accreditate dall’ Aven. Se 24 trials per una piccola strutturasembrano troppi a un profano, diventa preoccupante assistere alla meraviglia esplicitatataci da più di un medico. In mezzo a dubbi tanto gravi i modenesi dovrebbero essere riconoscenti alle due associazioni che, invece di monetizzare le notizie facendo cassa (di contenimento), si sono rivolte alle autorità. Colpisce dunque il professor Gian Carlo Pellacani, che bolla il caso come’ ‘ polemica’ ‘ . L’ ex Rettore, invece di chiedere alla magistratura di fare in fretta, si dice meravigliato’ ‘ dello spazio dato ad una associazione’ ‘ , parla di’ ‘ irrazionalità di questa situazione’ ‘ e denuncia il controsenso che il Policlinico, dotato di una Cardiologia di eccellenza, sia privo di Chirurgia Vascolare e di Neuroscienze, spostate a Baggiovara e parla della necessità di’ ‘ un processo di integrazione tra Policlinico e Baggiovara disatteso da sette anni, che non solo è causa della perdurante criticità economica, ma soprattutto della progressiva disarticolazione della Sanità’ ‘ . Ma come mai il Rettore ha dovuto attendere che gli Amici del cuore facessero deflagrare questo caso e non è intervenuto in tutti questi anni? Se il caso non fosse esploso, potremmo ora dissertare sull’ integrazione tra i due ospedali. Ma il caso è esploso e di altro, ora, si sta discutendo. Pare cioè che una Commissione d’ inchiesta e una Procura stiano facendo luce su come vari medici del Policlinico hanno agito e stanno agendo sui pazienti cardiopatici.

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