“Troppi casi inquietanti i prof vanno selezionati“
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fonte:
- Il Giorno
Bimbo ferito alla lingua, sotto accusa il mondo della scuola
MILANO “SE PARLI ancora ti taglio la lingua“. Minaccia scherzosa ricorrente con i bambini, ma presentata in genere mostrando il movimento di due dita a imitazione delle forbici. Alla elementare “Cadorna“ invece una giovane insegnante di sostegno (precaria) lo ha fatto brandendo davvero le forbici e un alunno di 7 anni (di origini tunisine) si è ritrovato con un taglio “in tutto lo spessore“ della lingua, 5 punti di sutura e un trauma psicologico che lo spinge a rifiutare il ritorno a scuola. LA FAMIGLIA chiede i danni e l`amministrazione scolastica si muove con decisione. Immediata sospensione cautelare della supplente annuale, altrettanto immediata ispezione e avvio del procedimento disciplinare che (in caso di conferma delle responsabilità) porterà al suo licenziamento. Dopo di che la giovane maestra (R.S., 22 anni) , finora stimata e descritta come una ragazza “con un ottimo rapporto con i bambini“, potrà ricorrere al Tar e al Giudice del lavoro. Insomma, un nuovo episodio e una nuova occasione per chiedersi cosa succede a scuola, dopo la vicenda della “docente a luci rosse“ di Nova Milanese, dopo i maltrattamenti riservati, lo scorso anno, ai piccoli alunni di un asilo comunale, dopo i casi di Mantova e Como. E i dubbi riguardano gli insegnanti, i meccanismi di reclutamento dei docenti, le valutazioni e le selezioni che precedono l`approdo in cattedra. Ma il termine selezione sembra davvero poco indicato per un meccanismo di reclutamento che ha quasi cancellato i concorsi (diventati ormai un evento epocale) e lasciato via libera all`inserimento nelle graduatorie dei precari, e da lì ai ruoli della scuola, di docenti abilitati attraverso corsi di formazione organizzati dalle università e fino a poco tempo fa, almeno in gran parte, dai sindacati. UNA SITUAZIONE che diventa più preoccupante a Milano, dove la percentuale di precari in cattedra è altissima e fra questi non mancano i “supplenti di terza fascia“, privi anche dell`abilitazione. Senza dimenticare che gli incarichi di sostegno, mancando il personale specializzato, vengono assegnati a docenti privi del titolo, ma che con 5 anni di servizio (e l`acquisizione della specializzazione) possono approdare direttamente al ruolo “I precari – ammette Annamaria Dominici, direttore regionale scolastico – maturano i titoli per arrivare al ruolo attraverso l`esperienza diretta dell`insegnamento, ma è vero che questo non assicura i meccanismi di selezione garantiti dai concorsi. E in ogni caso, anche nei concorsi non è prevista la valutazione psicoattitudinale all`insegnamento“. UN REQUISITO e un controllo che vengono invece proposti come fondamentali da Valentina Apria, ex sottosegretario all`Istruzione del governo Berlusconi. Sull`argomento interviene anche il Codacons, che chiede di “rafforzare il potere di controllo dell`operato degli insegnanti, cominciando con l`aumentare le possibilità dei genitori di verificare quanto accade in classe“. “Molte – sostiene il Codacons con una proposta decisamente innovativa – le possibili soluzioni: dal poter entrare in classe durante le lezioni alla possibilità di assistere da casa alle lezioni tramite webcam“. Infine il sindacato: il segretario generale della Flc-Cgil, Enrico Panini assicura che “la scuola italiana non è quella che esce da questa brutta vicenda“.
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