25 Luglio 2017

Troppi «buchi» nell’ acqua Si perdono 500 litri al secondo

Dallo stop ai prelievi nel lago di Bracciano ai rubinetti romani col «braccino». Ma il razionamento della fornitura d’ acqua, che scatterà da sabato prossimo, è anche colpa di quell’ immensa idrovora sotterranea che ogni giorno succhia avidamente quasi la metà del flusso immessa nella rete colabrodo: la dispersione idrica. Un immenso buco nell’ acqua che fa perdere il 44,1% dei 734 milioni di metri cubi captati nelle 210 fonti di approvvigionamento a disposizione dei quasi 4 milioni di utenti di Roma e degli altri 111 Comuni della provincia serviti da Acea Ato 2. Acqua che «evapora» lungo il tragitto che va dai nove tra acquedotti e pozzi attivi e i 10 mila chilometri di rete idrica. «Grandi quantità di risorse idrica vengono sprecate a causa delle perdite che si verificano sulle reti di distribuzione – riconosce Acea Ato 2 nel suo Rapporto di Sostenibilità- spesso per la loro obsolescenza». Ma, avverte il presidente della società, Paolo Saccani, «le perdite sono un male nazionale, non è un male di Acea ed è dovuto al fatto che l’ azienda, su mandato dei sindaci, ha investito prevalentemente negli anni scorsi in fognatura e depurazione perché lì era l’ emergenza. Quindi questa non è una responsabilità di Acea». UNA RETE OVER 30 Ed ora «l’ età media della rete idrica è superiore a trent’ anni ed è composta da 208 km di acquedotti, circa 1.500 km di rete di adduzione e oltre 8.100 km di rete di distribuzione. Circa 6.000 km di rete sono telecontrollati, con possibilità di effettuare ma novre da remoto e di rilevare misure e allarmi in tempo reale per una ottimale gestione operativa. La rete idrica complessiva (acquedotto, adduzione e distribuzione) è stata quasi completamente digitalizzata. Peraltro, «tenendo conto che l’ approvvigionamento avviene spesso tramite pompaggio e che in alcune circostanze l’ acqua ha bisogno di potabilizzazione, è facile comprendere che il valore economico delle perdite è molto grande. Recuperarle tuttavia comporta investimenti e spesso grandi disagi». Per tamponare la dispersione Acea Ato 2 sta individuando le perdite seguendo i rumori del flusso idrico grazie a «tecnolo g i e all’ avanguardia: abbiamo ottenuto un recupero di perdite stimato corrispondenti a 500 litri al secondo. Entro la fine dell’ anno completeremo la mappatura delle perdite occulte. Ma Acea Ato 2 nell’ ultimo triennio ha investito di più rispetto a quanto previsto nel piano: circa 40 milioni dieu ro in più nel solo 2016». LAZIO MAGLIA NERA In tutto il Lazio la dispersione è quasi raddoppiata in 8 anni, passando dal 37% di perdite registrate nel 2007 al 60% del 2015. Una media di perdite quasi doppia rispetto a quella nazionale (33%). Non a caso Frosinone ha la maglia nera italiana col 74%, ma questa sorta di fiume carsico ingrossato dal dedalo di perdite e falle di un sistema vetusto an che a Latina tocca il 70% e a Rieti il 57%. 9 MILIARDI DI LITRI BUTTATI Ma, in tutta «Italia c’ è una dispersione dell’ acqua di quasi 9 miliardi di litri al giorno a causa delle perdite registrate lungo la rete di 474 mila chilometri di acquedotti», spiega il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che aggiunge: «Ogni 100 litri di acqua immessa negli acquedotti, quasi 40 vengono persi per l’ obsolescenza della rete idrica, una delle medie più alte d’ Europa che fa il paio con il fatto che gli investimenti realizzati per rimodernare gli acquedotti sono trai più bassi del continente: 32 euro l’ anno per abitante a fronte della Francia che ne investe 88, il Regno unito 102 e la Danimarca 129. Per ogni abitante ben 144 litri di acqua al giorno non arrivano a destinazione e da qui si arriva alla folle cifra di quasi 9 miliardi di acqua dispersa al giorno». 95 EURO A FAMIGLIA Non solo tubazioni, ma anche mani bucate, perché le perdite finiscono per prosciugare pure i conti degli utenti. In base ai calcoli del Codacons, infatti, «costa una media di 95 euro annui a famiglia sulle bollette idriche», quantifica il presidente, Carlo Rienzi. Nel Lazio si paga il sesto costo medio più alto per i servizi idrici regionali: 387 euro (a Roma 303), con un rincaro complessivo del 79,2% negli ultimi 8 anni (e punte del 122,6% a Viterbo), secondo le stime dell’ Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva.
antonio sbraga

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