28 Luglio 2005

«Troppi binari morti, bici e pedoni a rischio»

Il Comune: le rimuoveremo. Atm: ma prima dev?essere rifatto il pavimento stradale. Il Codacons: parchi e giardini senza manutenzione, i feriti facciano causa


«Troppi binari morti, bici e pedoni a rischio»


Denuncia di Ciclobby: in città 22 chilometri di linee abbandonate, un pericolo inutile





Ci inciampano. Quando piove ci scivolano sopra, con le ruote che pattinano e i freni impazziti. Le avvistano da lontano e immediatamente studiano itinerari alternativi, non importa se il tragitto si allunga. «È sempre meglio evitarle». Ciclisti milanesi versus rotaie. Tanto più odiate quando si sa che non servono a nulla, perché lì il treno non passa da anni. Come in via San Vittore, dove l?ultima carrozza è transitata nel 1952. Sono 93 le tratte con binari fuori esercizio, in tutto 22 chilometri di ferro inutilizzato. E da Ciclobby, l?associazione di chi ama le due ruote, arriva la denuncia: «Il Comune le rimuova: ci sono già troppi pericoli per noi».
Corso di Porta Romana, ripa di Porta Ticinese, via Valtellina, via Palestro, via Ausonio (ci passava l?8, fino al ?79). Metri e metri di binari che aspettano di essere rimossi. «Sembrano sciocchezze – spiega Gigi Riccardi, presidente della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) – ma ne va della qualità della vita. Un esempio terrificante? Corso Magenta. Le rotaie dismesse sono un inutile pericolo per ciclisti e motociclisti. Ma assistiamo a un continuo rimpallo di competenze».
Dall?Atm arriva la precisazione: «Se i binari non sono in esercizio, l?azienda non deve eseguire alcuna attività manutentiva. Potranno essere rimossi solo quando il Comune dovrà provvedere al rifacimento del manto stradale».
In sostanza, non si tolgono le rotaie finché non si sistema la strada. Costo dell?operazione, a spese del Comune, 210 euro per ogni metro di binario se il pavimento è in masselli (più 67 euro al metro quadrato per rifare la carreggiata), 152 euro se la strada è in asfalto e la tratta rotabile in masselli, 106 se c?è solo asfalto. Da aggiungere, l?onere di rimozione. Interventi molto costosi «tanto più che – dicono dall?assessorato al Traffico – i posatori di masselli sono sempre più rari. Una volta erano bravissimi. Per questo in via San Vittore non si è ancora intervenuti: l?ammaloramento della strada non è grave».
Confermano dall?assessorato ai Lavori Pubblici, guidato dal vicesindaco, Riccardo De Corato. «Per il momento – viene spiegato – non sono previsti appalti per la rimozione di rotaie, ma dovranno essere predisposti interventi in questo senso». E sono decine le pratiche alla voce «insidie stradali» con cui i milanesi denunciano l`amministrazione. Ribatte Riccardi: «La macchina comunale non funziona. Con Palazzo Marino non si riesce a parlare di mobilità».
E poi ci sono le buche. Nei parchi, soprattutto. «A Milano – accusa il presidente del Codacons, Marco Donzelli – non si fa più manutenzione. Il Codacons invita chi si è procurato ferite o distorsioni a fare causa al Comune».
Rincara la dose l?assessore regionale lombardo allo Sport, Piergianni Prosperini: «Milano non è una città per le biciclette». E dice: «Sarà difficilissima la costruzione di piste ciclabili nel centro cittadino. La colpa? Strade strette e molto traffico. Le piste riservate alle due ruote sono belle sulla carta, ma realizzabili solo al di fuori della cerchia dei Navigli: in centro già non ci passano le auto. È il prezzo che si paga per il progresso. Un altro è lo smog, ma diversamente non si può fare».

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