Troppi aumenti, pochi soldi per Natale
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fonte:
- L`Unità
Energia, trasporti, mutui pesano sul reddito delle famiglie. Confesercenti: consumi deboli
NATALE FREDDOSolo nell`ultimo mese, ci sono stati aumenti a due cifre per ortaggi, pane e certificati. E rincari vicini al 10% anche per la tassa sui rifiuti, i biglietti ferroviari e persino le partite di calcio. Nel frattempo, continuano ad aumentare i prezzi dei carburanti e in particolare del gasolio, che anche ieri ha rivisto il suo record, raggiungendo quota 1,311 nella rete Agip. Ritocchi anche per Shell, Tamoil, Api e Ip. Rialzi pure per la benzina, nei distributori Total, Api, Ip e Tamoil. Nessuna sorpresa, quindi, se il prossimo sarà un Natale freddo sotto il profilo dei consumi, come avverte Confesercenti: l`ammontare complessivo delle tredicesime sarà di 36,6 miliardi di euro, dei quali poco meno di 18 miliardi verranno utilizzati per gli acquisti natalizi, con una diminuzione dell`1,8%, pari a 336 milioni di euro, rispetto all`anno scorso. Il passo indietro è dovuto alla contrazione di 88 milioni per le spese per la casa e di 248 milioni (-5%) per i regali rispetto al 2006, che aveva già segnato un flessione del 4% sul 2005. I consumi a Natale riflettono del resto l`andamento di un anno economicamente difficile, nel quale sono aumentati (dal 61% al 67%) coloro che hanno tagliato diverse spese del loro bilancio. Per le associazioni dei consumatori la contrazione dei consumi natalizi “è da attribuire unicamente alla costante perdita del potere d`acquisto delle famiglie, e a prezzi in continua ascesa specie nel settore alimentare“, dice una nota del Codacons. “Quando si spende di più per beni di prima necessità come gli alimentari, le famiglie sono costrette a reagire riducendo i consumi di altre tipologie di prodotti – continua la nota – I commercianti devono capire che con gli attuali livelli dei prezzi i consumi non subiranno mai una ripresa; l`unica soluzione per salvare il Natale è un generalizzato calo dei listini di almeno il 10%“. In effetti, sono molti i prezzi caldi con cui gli italiani hanno dovuto fare i conti nell`ultimo mese, parzialmente controbilanciati dai risultati positivi ottenuti nei settori toccati dalle liberalizzazioni che, dalle medicine agli aerei, hanno contenuto l`inflazione. A fotografare rialzi e ribassi è il ministero dello Sviluppo economico, sottolineando peraltro che, nonostante tutto, il clima di fiducia dei consumatori risulta in (lieve) recupero. La maglia nera va agli alimentari: cipolle (+14,9%), limoni (+13,4%), patate (+11,7%), pane (+10,3%), farina (+9,7%) e burro (+8,8%). Vere impennate anche per i servizi, con in testa i certificati anagrafici (+26%). Seguono le partite di calcio (+9,2%), la tassa sui rifiuti (+9,7%) e i biglietti dei treni (+9,5%). Del resto, secondo le rilevazioni dell`Istat, i prezzi alla produzione delle farine a settembre sono aumentati del 21%, mentre al dettaglio il prezzo del pane è aumentato a settembre del 7,7% e ad ottobre di circa il 10%. I dati sui carburanti, aggiornati alla seconda metà di novembre, mostrano un aumento del 2% su ottobre e del 10% rispetto all`inizio dell`anno. Per il gasolio l`aumento mensile è del 3% e del 14% da gennaio. L`unica notizia positiva viene dai settori toccati dalle liberalizzazioni: biglietti aerei, farmaci e servizi di telefonia mobile stanno attraversando una fase virtuosa. In particolare, le tariffe aeree nazionali sono diminuite del 9,6% a settembre e del 5,4% ad ottobre, e quelle europee del 2,8% lo scorso mese. Le tariffe di telefonia mobile sono in calo del 15,5%.
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