Troppi 8 euro di imbarco
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fonte:
- Il Resto del Carlino
per volare
Spett.le Codacons, intendo recarmi in Svezia con mia moglie e mio figlio di un anno e, per tale ragione ho prenotato un volo aereo. Al momento del pagamento, l`agenzia viaggi a cui mi sono rivolto mi ha comunicato che occorrono, oltre al prezzo della tratta, euro 8,00 a persona quale diritto aeroportuale d`imbarco, senza poter godere di alcuna esenzione o riduzione per il minore. E` giusto il comportamento dell`agenzia, considerando che due settimane fa sono andato a Palermo spendendo, per la stessa voce, appena euro 3,62?
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Caro lettore, il diritto aeroportuale per l`imbarco sul vettore è dovuto dai passeggeri in favore degli enti gestori degli aeroporti civili e commerciali; l`interesse della Compagnia aerea al pagamento del diritto di imbarco nello stesso titolo di viaggio è determinato dalla previsione di legge, che individua il proprietario dell`aeromobile quale obbligato in solido del suddetto diritto ed anzi, come debitore principale dell`Ente gestore, salva la rivalsa nei confronti del passeggero. Il diritto di imbarco non è dovuto per le semplici soste aeroportuali, né dai bambini fino al compimento dei due anni di età, mentre è ridotto alla metà per i bambini fino a dodici anni. Il nostro Paese, con decreto del ministro dei Trasporti e della Navigazione, ha da ultimo determinato il diritto aeroportuale in euro 8,00 per ogni passeggero diretto verso aeroporti di Stati esteri, ed in euro 3,62 per l`imbarco su voli interni. Da quanto testé affermato, se ne ricava che il figlio del lettore, in quanto minore di anni 2, è completamente esente dal pagamento del diritto in argomento, sia per i viaggi internazionali che interni. Più controverso è invece il discorso in merito al diritto per l`imbarco su voli per la Svezia ed, in genere, su tratte comunitarie. Rilevato che la legislazione italiana li equipara a voli internazionali, chiedendo anche per gli stessi il versamento di euro 8,00, la Commissione Europea si è rivolta alla Corte di Giustizia che, con la recente sentenza 4/7/01, ha statuito la non conformità della normativa italiana al principio di libera prestazione dei servizi (art. 49 del Trattato Ce) ed al Regolamento Cee n. 2408/92, nella parte in cui opera una distinzione tra i diritti d`imbarco applicati ai passeggeri dei voli nazionali rispetto a quelli addebitati ai passeggeri dei voli intracomunitari. La pronuncia della Corte comporta che, a far data dal 4 luglio 2001, per i voli intracomunitari originati da aeroporti italiani, come quello che il lettore intende intraprendere, i passeggeri dovranno corrispondere il diritto di imbarco limitatamente all`importo di euro 3,62, corrispondente a quello attualmente determinato per le tratte nazionali, appalesandosi illegittima qualsiasi richiesta di importo superiore. Va aggiunto, altresì, che la maggiorazione dei diritto di imbarco aeroportuale già corrisposta per i voli intracomunitari potrebbe essere oggetto di azione per la ripetizione dell`indebito, da esercitarsi, entro il termine prescrizionale ordinario, nei confronti del vettore (mero sostituto di esazione) e della società di gestione aeroportuale (reale percettore dell`indebito.
Anche per le piscine piccole
occorre la concessione edilizia
Spett.le Codacons, posseggo un piccolo appezzamento di terreno con annessa villetta ad uso abitativo. Dato che accanto alla casa vi è uno spazio utilizzabile, è da tempo che i miei figli mi chiedono di farci costruire una piccola piscina. Mi sono informato da una impresa edile del luogo la quale mi ha fatto un preventivo, e con la quale ho preso accordi per i lavori. Nulla però mi è stato detto circa la necessità di eventuali permessi. Mi domando quindi se per la realizzazione di questa piscina, come detto di dimensioni assai ridotte, devo in qualche modo presentare denuncia.
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Prescindendo dalle dimensioni della piscina, la sua realizzazione deve essere indubbiamente denunciata alla amministrazione comunale territorialmente competente, richiedendo provvedimento autorizzatorio. La più recente giurisprudenza amministrativa richiede che questo tipo di interventi da realizzarsi ex novo rispetto all`abitazione già esistente, siano assoggettati al regime della concessione edilizia. Ciò vale a maggior ragione se la piscina viene realizzata in zona sottoposta a vincolo paesistico ambientale.
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