20 Luglio 2007

Troppe «morti bianche» inasprire le sanzioni

Troppe «morti bianche» inasprire le sanzioni

Nelle sale operatorie dell`Azienda ospedaliera Cannizzaro, diverse equipè chirurgiche hanno prelevato gli organi dal corpo di un giovane morto per un aneurisma.
Si tratta del ventottenne Giovanni Giarrusso, residente a Misterbianco, sfortunato addetto alla riparazione delle imbarcazioni per conto di una ditta che opera all`interno del porto di Catania.
Il giovane, domenica 8 luglio, nelle prime ore del mattino, si era sentito improvvisamente male, accusando nausea e forte mal di testa. Soccorso dai parenti e quindi da una ambulanza del servizio del 118, Giarrusso era stato trasportato al Pronto soccorso dell`ospedale Cannizzaro, dove i medici ne diagnosticavano un aneurisma ed uno stato di coma.
Trasferito nel reparto di Rianimazione, diretto dal dott. Carmelo Denaro, i sanitari hanno fatto di tutto per salvargli la vita. Tutto, purtroppo, è risultato vano perché i medici della speciale commissione, avevano già dichiarato la morte cerebrale di Giovanni.
Le dottoresse rianimatici, Nicoletta Comitini ed Antonella Mo, avendo avuto l`assenso dei parenti per il prelievo degli organi, avevano subito messo in moto l`organizzazione degli interventi.
Il cuore è stato trasferito all`Ismett di Palermo, il fegato è stato inviato all`ospedale Cardarelli di Napoli, i reni sono stati inviati al Policlinico di Catania, le cornee sono state inviate alla banca degli occhi di Palermo.
«Mio fratello – dichiara affranta la sorella Silvia – era un ragazzo pieno di vita, altruista specialmente con le persone anziane, generoso, amante del mare. Non a caso aveva scelto quale lavoro quello di riparare barche e non a caso coltivava il sogno di comprarsi una barca tutta sua, dove dare sfogo alla propria passione per il mare. Stava bene e amava divertirsi. Il suo malore improvviso che ne ha causato la morte ci ha colti si sorpresa e ci ha addolorati molto».
«Io – continua la signorina Silvia – sono una convinta sostenitrice della donazione degli organi, tanto da essere iscritta all`Aido (Associazione italiana donatori di organi). Mio fratello, in vita, mi aveva manifestato la volontà di essere un potenziale donatore dei propri organi quindi tutti i familiari non abbiamo esitato a dare l`assenso per il prelievo, sapendo che gli organi di Giovanni andranno a delle persone che soffrono e che, grazie a mio fratello, potranno anche salvare la propria vita».

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