12 Maggio 2017

Tritovagliatore a Ostia L’ utima gaffe di Virginia

Tritovagliatore a Ostia L’ utima gaffe di Virginia

Ennesima figuraccia per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, nel giorno dedicato al territorio di Ostia, dove ieri mattina si è recata per un incontro con il commissario prefettizio Domenico Vulpiani, proprio per fare il punto sugli interventi di riqualificazione di un lungomare segnato da degrado e inchieste giudiziarie. La Raggi ha voluto così rassicurare i cittadini lidensi sull’ ipotesi di trasferire nella sede dell’ Ama a Dragona l’ impianto mobile di tritovagliatura dell’ azienda che opera ora a Rocca Cencia: «I rifiuti di Roma non saranno portati a Ostia. Vorrei evitare ogni tipo di polemica perché abbiamo bisogno di risolvere un problema». E puntale è arrivatala gaffe. Poco dopo è stato divulgato infatti dalla Regione il documento di Ama, firmato dal direttore generale della Municipalizzata, Stefano Bina, e protocollato il 9 maggio, in cui si chiede al Dipartimento territorio, urbanistica, mobilità e rifiuti della Regione Lazio, l’ avvio di un’ istruttoria per autorizzare lo spostamento. Che l’ emergenza sia più grave di quella che l’ Amministrazione pentastellata voglia far credere è sotto gli occhi di tutti quelli che sono abituati ormai da mesi a convivere con montagne di rifiuti non raccolti dall’ Ama, che richiamano, soprattutto nelle aree periferiche, animali di ogni specie. Dai topi, che invadono il centro storico insieme a gabbiani e piccioni, fino ai cinghiali e ai maiali più volte immortalati mentre cercano cibo tra i rifiuti, in particolare nelle aree di Roma Nord. Una situazione, per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di vera e propria emergenza sanitaria. Il nodo dell’ impasse e dei continui scontri tra l’ Amministrazione comunale e quella regionale è proprio sui permessi per l’ avvio di nuovi impianti peril trattamento dell’ immondizia romana, che rappresenta da sola il 50% dei rifiuti laziali. Ad oggi, va ricordato, Roma è costretta ad inviare fuori dalla Regione parte dell’ indifferenziata raccolta egli scarti degli impianti di lavorazione, come Fos (Frazione organica stabile), Cdr (combustibile da rifiuti) e altro. Un salasso milionario che pagano i romani. La giornata di ieri era iniziata con le accuse del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio verso il presidente Zingaretti: «i danni e il problema lo ha provocato la Regione non autorizzando Acea e Ama a sversare negli impianti regionali». La risposta non si è fatta attendere: «Il partito Cinque Stelle continua a fare gaffe e diffondere bugie. Per Acea infatti il procedimento è quasi concluso e la Regione, entro mercoledì, presenterà il parere sulla Via (Valutazione impatto ambientale). Di Maio dimentica però che l’ impianto per poter funzionare ha bisogno anche di autorizzazione Aia (Autorizzazione integrata ambientale), ma Acea non ha ancora presentato richiesta per averla. Si segnala, inoltre specifica la Regione – che si tratta di un impianto che non si trova a Roma, ma a San Vitto redel Lazio in provincia di Frosinone, ribadendo lo schema ripetuto in questi giorni: vogliono portare altri rifiuti nelle province. Per quanto riguarda Ama è importante sottolineare che non ci sono richieste in atto se non quella per lo spostamento del tritovagliatore mo bile ad Ostia presentata il 9 maggio, dunque in fase di istruttoria, come annunciato in Consiglio regionale». Non solo: l’ altro ieri il sindaco Raggi è tornato a promettere (ennesima promessa) chela situazione tornerà alla normalità entro domani, non vedendo e non volendo in nessun modo equiparare la mancata raccolta dei rifiuti a Roma con una vera e propria emergenza. Al posto suo ci ha pensato però l’ Ama, nello stessa richiesta inviata alla Regione per spostare il tritovagliatore da Rocca Cencia a Ostia «al fine di fronteggiare l’ attuale situazione emergenziale- si leg ge nel documento – relativa al trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti nel territorio di Roma capitale». Ma non è solo il “fronte del mare” a preoccupare. A lanciare l’ allarme sull’ apertura di un impianto nella Valle Galeria è stato invece il consigliere regionale di Fratelli d’ Italia, Fabrizio Santori, che avrebbe “intercettato” un altro documento: «a depositare la richiesta il 4 maggio questa volta è una società del gruppo Acea». Nell’ atto, dice Santori, si fa riferimen to «alla realizzazione di una piattaforma di recupero materie post -consumo perla plastica proveniente da raccolta differenziata e realizzazione di un impianto fotovoltaico da 43,2 KWp in via Ponte Malnome». Il Codacons, intanto, annuncia «un’ istanza all’ Unesco per sospendere il riconoscimento di “Patrimonio Mondiale dell’ Umanità” al centro storico di Roma». Secondo l’ associazione dei consumatori la Capitale non lo merita a causa delle pessime condizioni in.

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