16 Gennaio 2010

Triplice class action contro la Pa

MILANO Sanità, sicurezza e scuola. In questi tre settori è stata annunciata la proposizione di altrettante class action da parte del Codacons. Ma sui presupposti di diritto e gli obiettivi la partita è ancora tutta da giocare. Tanto da fare dubitare di un possibile effetto annuncio per le tre azioni collettive. Il decreto legislativo che ha introdotto la class action è infatti formalmente in vigore da ieri, ma, per la sua applicazione concreta, come prevede esplicitamente la norma transitoria, bisognerà attendere la predisposizione degli standard di efficienza che dovranno essere definiti solo con futuri decreti della Presidenza del Consiglio. Così, di sicuro bisognerà attendere ancora un po’ di tempo prima di andare in tribunale per potere fare valere le inadempienze o gli sprechi dello stato. Di più, la class action pubblica, al contrario di quella privata, non può avere come obiettivo il risarcimento del danno o, comunque una somma di denaro, ma deve puntare piuttosto al ripristino delle condizioni di regolarità del servizio pubblico. E, invece, tutte le azioni collettive annunciate dal Codacons vanno in una direzione opposta. La prima chiede ai ministeri della Salute, dell’ Economia e al direttore generale della sanità, di risolvere il contratto con le industrie farmaceutiche per la fornitura di vaccini contro l’ influenza A. Ventiquattro milioni le dosi di vaccino ordinate: sicuramente troppo, attacca il Codacons, a fronte della scarsa adesione alla vaccinazione e dei rischi di una pandemia i cui presupposti appaiono sempre più come un’ esagerazione. Il risarcimento chiesto, spiega il Codacons, è pari ai 186 milioni di euro spesi per l’ acquisto dei vaccini inutilizzati e corrispondente alla somma della frazione di spettanza per ciascuno degli iscritti al servizio sanitario dell’ importo di 3 euro circa, oltre a 50 euro di risarcimento «simbolico» per ogni iscritto, per un totale di oltre 9,3 miliardi di euro. La seconda class action dovrebbe colpire la scuola per il dilagare di classi sovraffollate, con più di 25 alunni.L’ azione collettiva, cui sono invitati a partecipare genitori e insegnanti, ha come obiettivo il ritorno a limiti di presenza inferiore alle 25 unità, l’ ottenimento di una somma pari a circa 250 euro ad alunno a titolo di risarcimento e il rimorso di una parte cospicua della tassa scolastica a causa del minore spazio a disposizione di ciascun alunno. Alla richiesta ha già replicato il ministero dell’ Istruzione che ha fatto notare come il limite dei 25 alunni sia stato fissato da norme non più in vigore e come le classi con più di 25 alunni sono un fenomeno ormai circoscritto. Infine,l’ ultima azione collettiva mette nel mirino la Protezione civile e gli enti locali, sollecitando la messa in sicurezza di alcuni zone a rischio frana già individuate e quantifica in 100mila euro a famiglia la somma da restituire per il disagio a ogni singola famiglia. © RIPRODUZIONE RISERVATA LE MOSSE Il Codacons annuncia azioni nei settori di sanità, sicurezza e scuola. Per l’ applicazione del decreto attesi gli standard di efficienza.

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