Trieste Impianti più moderni
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fonte:
- Il Gazzettino
Trieste Impianti più moderni e adeguati che permettano di risparmiare energia, illuminare meglio e “inquinare“ meno. È in questo senso che il Consiglio regionale sta lavorando nella redazione di una legge sull`inquinamento illuminotecnico. Ieri, la IV Commissione ha ascoltato numerosi esperti sulla questione in una serie di audizioni con i rappresentanti di attività produttive, delle Università, dei periti industriali, del Codacons e di diverse associazioni ambientaliste, astronomiche e specializzate nella materia come l`Istituto di scienze e tecnologie dell`inquinamento luminoso di Thiene (Vi), diretto dal professor Pierantonio Cinzano. “Non è un problema per così dire romantico, ma sulla percezione dell`ambiente in cui viviamo e che può avere riflessi persino sul pensiero – ha spiegato l`esperto -. È urgente e assolutamente necessario fare una legge che venga vista come un aiuto agli amministratori e ai privati per avere degli indirizzi nel fare un prodotto che risparmi energia e illumini più e meglio. Attualmente, invece, ci sono casi in cui gli impianti vengono bene e altri no. Bisogna, dunque, dare un indirizzo“.Il punto principale, secondo Cinzano, è ridurre l`impatto sull`ambiente, in particolare su animali e piante, ma anche sulla cosidetta “luce intrusiva“ che ha impatto sull`uomo. “Se su altre questioni gli adeguamenti ambientali hanno un vantaggio, ma inizialmente anche una spesa, seguendo le regole per un abbassamento dell`inquinamento luminoso – per il docente – si ha un doppio vantaggio: si riduce l`impatto e si risparmiano consistenti cifre sull`energia elettrica e sull`impianto di installazione“.Un tema sul quale si è soffermato l`ingegner Diego Bonata, dell`Associazione Cielobuio che, riferendosi in particolare all`illuminazione stradale, ha messo in luce come, apportando modifiche a impianti e lampade, si può ottenere risparmi del 30-40\% e fino al 60\%. “Ad esempio – ha spiegato – posso sostituire un vecchio impianto con lampade al mercurio da 125 w con altra ad alta efficienza da 70 w che però illuminano di più“.Il ritorno dell`investimento è inoltre inferiore ai 5 anni e c`è un`incidenza positiva anche sulle spese di manutenzione. È questa una tendenza peraltro spinta anche dall`Ue che in una sua direttiva prevede la disinstallazione dei punti luce al mercurio entro il 2009. In Italia ce ne sono ancora 4,5 milioni. Per Bonata sono, duqnue, cinque i punti fermi da tenere sulla materia: “Buttare la luce dove serve, non più di quanto prevedono le norme, ottimizzare gli impianti per minori consumi con lampade efficienti, e abbassare le potenze dopo le 23. In questo modo si migliorerebbe l`illuminazione, si risparmierebbe energia e al contempo si abbatterebbe l`inquinamento verso l`alto“.Alcune regioni si sono già dotate di provvedimenti in questa direzione. Quelli considerati più adeguati sono in vigore in Emilia-Romagna, Puglia, Marche, Umbria, Abruzzo e Lombardia. Un`esigenza sentita in maniera bipartisan anche dalle forze politiche locali. Per il presidente della IV, Uberto Fortuna Drossi (Citt) “c`è un`approvazione quasi unanime nei confronti del principio. La Commissione deve ora fare tesoro delle audizioni e elaborare una sintesi delle quattro proposte di legge depositate“.
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