5 Febbraio 2003

Trieste, forse un difetto alla batteria

Trieste, forse un difetto alla batteria. Giovane colpito al volto dalle schegge


È esploso come fosse una bomba. Proiettando schegge impazzite che hanno colpito il volto di un uomo. Sembrava un telefono cellulare come tanti; ieri mattina, invece, si è trasformato in un potenziale killer, mandando all?ospedale un operaio di Trieste. Federico Maggi, 29 anni, stava eseguendo i lavori di ristrutturazione in un appartamento nel centro storico, quando ha sentito un forte botto e subito dopo un forte dolore al volto. Ferito alle mani, invece, il suo compagno di lavoro che con quel cellulare stava per fare una telefonata. Entrambi sono stati ricoverati all?ospedale Maggiore. Per Maggi, ferito allo zigomo, i medici hanno applicato alcuni punti di sutura; medicate invece le scottature del suo compagno di lavoro, proprietario del cellulare. Secondo la questura di Trieste, le schegge del display avrebbero potuto causare danni maggiori, per esempio agli occhi.
Nell?appartamento dell?insolita esplosione, ieri mattina sono intervenuti gli artificieri e la polizia scientifica della questura di Trieste, che hanno escluso ogni ipotesi di manomissione dell?apparecchio. Nel mirino degli investigatori è invece finita la batteria del cellulare, acquistata di recente in un negozio di telefonia del capoluogo giuliano e che a un primo esame presenta un difetto di fabbricazione. Ma per accertare le reali cause dell?esplosione, i resti del telefonino sono ora allo studio degli esperti che precisano: «Eventuali difetti d?origine potrebbero essere stati accentuati da una sovraesposizione dell?apparecchio a fonti di calore».
«È accaduto in un istante – ha raccontato ieri Federico Maggi – Prima l?esplosione accompagnata da un forte botto, poi una scheggia del telefonino mi ha tagliato lo zigomo sinistro ed è entrata nel controsoffitto in cartongesso. Ho sentito un forte dolore al volto e ho visto tanto sangue. Il telefonino si è letteralmente disintegrato poco dopo essere stato disattivato e in tutta la casa si è sentito un intenso odore di bruciato. Ho tamponato la ferita con un fazzoletto, poi mi hanno accompagnato all?ospedale». E se quel telefonino lo avesse preso un bambino? Il consiglio di Mimmo Grimaldi, che per conto del Codacons si occupa dei campi elettromagnetici prodotti dai cellulari, è di non lasciare incustoditi questi oggetti: «Le batterie – dice Grimaldi – possono esplodere, così come possono emettere pericolosissimi acidi. Al di là del danno causato dalle radiazioni». Intanto, in attesa che vengano accertate le reali cause dell?esplosione, da parte della polizia sono in corso accertamenti nazionali per individuare e ritirare dal mercato le batterie dello stesso lotto di quella utilizzata dall?operaio di Trieste: «Confesso che adesso ho un po? paura – conclude Maggia – il mio cellulare è identico a quello esploso, potrebbe accadere anche a me?» L?incredibile episodio ha un precedente soltanto in Russia. Ma in quel caso, il telefonino esplose, uccidendo la donna che lo aveva trovato nella metropolitana, perchè era imobottito di polvere nera.

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