17 Dicembre 2017

Tributi, pressing sugli evasori

MADDALONI. Stop ai «furbetti della mancate o impossibili notifiche di imposte comunali». Lotta alla prescrizione causate dall’«irreperibilità dei destinatari»: così, gli intestatari di centinaia di cartelle in giacenza sono finiti in «avvisi collettivi» sull’ albo pretorio on line. Un’ operazione che coinvolge oltre 200 persone e che vale circa due milioni di euro. Eppure il Comune continua a incassare circa la metà del gettito previsto e certamente non nei tempi e non nei modi dovuti. E su questo la quaterna commissariale, con molta discrezione, ha avviato un’ inchiesta sul malfunzionamento del sistema delle esternalizzazioni di tutti i tributi comunali dall’ accertamento, alla riscossione anche coattiva fino alla bollettazione. I commissari hanno avviato una revisione e analisi dell’ efficacia del «regime di outsourcing globale» affidato alla Iap. Emerge un’ alta incidenza dell’ aggio, disservizi e contenuto recupero dell’ evasione storica. Resta poi irrisolto il nodo dei contenziosi. In contemporanea, è stata avviata una «progressiva internalizzazione del servizio idrico» comprensiva di riscossione, lettura e gestione dei data-base. «In questo caso commenta Gigi Bove organizzatore di una raccolta di firme – è stata la disperazione, alimentata dai disservizi macroscopici, a suggerire un percorso inverso che vorremmo fosse più che celere». Intanto sono state raccolte già, ben oltre duemila firme per protestare sulla «assoluta mancanza di forme di controllo sulla gestione di tributi comunali esternalizzati». Nel mirino: la distribuzione anomala dei bollettini aggravato dal pagamento di tre euro accessori; la mancata divulgazione dei criteri di contabilizzazione della Tari; l’ omessa diversificazione delle fasce contributive». A parti invertite, anche il Codacons Caserta fa i conti nelle tasche del Comune. Secondo l’ organizzazione l’«ente locale deve restituire io 45 per cento delle somme versate negli ultimi cinque anni». Valutando e leggendo le fatture per i consumi ricevute da alcuni utenti, secondo il Codacons subito tre illegittimità: «Importi eccessivi; applicazione delle tariffe di depurazione malgrado gli impianti non siano funzionanti e spese di spedizioni non corrispondenti al reale». E poi vi sono strafalcioni di natura specificamente amministrativa: «Il regolamento di fornitura idrica, con annesso aumento delle tariffe, approvato dalla giunta nel 2015 non è mai stato ratificato in Consiglio Comunale; in aggiunta, non sono stati mai adeguati i criteri di agevolazione in funzione dei metri cubi massimi utilizzati; e infine, resta aperta dell’ inclusione in bolletta della voce aliquota depurazione (depennata da alcuni comuni)». La contabilità, vista dalla parte degli utenti, che somma l’ ammontare delle anomalie tariffarie sostenute in bolletta (importi e depurazione) dimezzerebbe quasi (entro un massimo del 45 per cento) l’ esatto ammontare delle collette idriche dovute. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giuseppe miretto

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