28 Maggio 2013

TRIBUNALE DI GENOVA: ILLEGITTIMA SEGNALAZIONE IN CENTRALE RISCHI DI BANCA D’ITALIA

    TRIBUNALE DI GENOVA: ILLEGITTIMA SEGNALAZIONE IN CENTRALE RISCHI DI BANCA D’ITALIA

    ANCHE SE L’IMPRENDITORE NON PAGA LE RATE DEL FINANZIAMENTO LA BANCA NON LO PUO’ SEGNALARE

    È accaduto ad una Società della Sardegna, che, non riuscendo ad onorare il finanziamento richiesto a Banca Carige Spa, aveva accumulato debiti per  oltre 130.000 euro, con conseguente segnalazione presso la centrale rischi di Banca D’Italia. A seguito di questa la società, che in precedenza aveva un fatturato di circa 5 milioni di euro,  si è vista negare credito dalle altre banche e, come gran parte delle società italiane segnalate, ha dovuto chiudere i battenti, non avendo più liquidità.
    La società in questione, rivoltasi al Codacons,  a mezzo dell’Avv. Diana Barrui del Foro di Genova ha intentato una causa civile presso il Tribunale di Genova, sede legale della banca.
    Secondo il Tribunale,” l’appostazione a sofferenza implica una valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non può scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest’ultimo nel pagamento del debito. La contestazione del credito non è di per se condizione sufficiente per l’appostazione a sofferenza”
    Sebbene debitrice di una somma di oltre 130.000 euro secondo il Giudice “dev’essere escluso lo stato di insolvenza della attrice in quanto tale società alla data della segnalazione risultava operare sul mercato nel settore ovicolo, possedendo materiali, attrezzature e macchinari pari a e 130.661,00 (…)Il valore di tali beni risulta quanto meno equivalente al credito preteso dalla banca; si rileva che la convenuta aveva l’onere di verificare tutti i dati di tale ultimo bilancio prima di provvedere alla segnalazione invece di limitarsi alla sola valutazione della sua perdita.. (..) Si deve inoltre rilevare che la parte convenuta non ha provato la sussistenza, al momento della segnalazione (..) di procedure esecutive o elevazione di protesti per cambiali o assegni nei confronti della parte attrice, e che essa disponeva della garanzia prestata da XXXXXXX “.
    Qual è stato, invece, il comportamento della banca sanzionato dal giudice Genovese? Questa ha preso in considerazione ( così come fanno in genere tutte le banche):
    •    il silenzio del correntista protrattosi per mesi dopo la revoca degli affidamenti;
    •    la mancanza di movimenti sui conti;
    •    l’ammontare complessivo del debito  
    •    la perdita di esercizio di bilancio

    Per il Tribunale di Genova, “ tali elementi risultano inidonei, unitamente alle sopra indicate omissioni nei controlli da parte di Carige della complessiva situazione debitoria della parte attrice, a dimostrare lo stato di insolvenza non transitorio di XXXXXXXX (..). tutto ciò premesso, quindi, deve essere accertata l’illegittimità della segnalazione oggetto di causa”.

    Sentenza innovativa dunque, in quanto, in buona sostanza, la banca non può segnalare in centrale rischi una azienda per il solo assunto del mancato pagamento delle rate del finanziamento, in quanto così facendo, condanna la società a morire perché non riceverà più liquidità da altri istituti di credito, e non potrà mai onorare il proprio debito. La banca ha altre modalità per rientrare del proprio credito: avrà una ipoteca sull’immobile finanziato, avrà una fideiussione da escutere, dei beni dell’azienda da aggredire; solo dopo aver esperito tali attività, rivelatesi infruttuose, può segnalare il debitore – conclude il Codacons.

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