Trentini impazziti per il 53 che non arriva
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fonte:
- l`Adige
Trentini impazziti per il 53 che non arriva
Puntati 680.000 euro al colpo
Ai vertici nel gioco in Italia
La passione
Ormai è una febbre, una passione collettiva, una smania che ha contagiato i trentini al pari dei meridionali. La corsa al 53 sulla ruota di Venezia, che anche ieri sera non è uscito raggiungendo così i 177 turni di ritardo, ha fatto salire alle stelle le puntate giocate in Trentino. Solo per l´estrazione di sabato scorso, in provincia sono stati giocati sul numero veneziano 680.000 euro in un colpo solo, collocando i trentini tra i più infervorati in questo gioco d´azzardo a livello nazionale. Se infatti la provincia di Trento si è posizionata al 35° posto a livello nazionale in termini assoluti, il calcolo pro capite porta a risultati sorprendenti. Sabato scorso ogni trentino, neonati e novantenni compresi, ha puntato in media un euro e mezzo sul 53 di Venezia. Inutilmente. Perché il numero non è uscito. E ad avvantaggiarsene sono state soltanto le casse dello Stato, che ha incamerato tutto.
«Che i trentini ormai si siano buttati sul gioco, è fuori discussione», afferma Marco Pontalto, presidente Fit, la federazione italiana tabaccai. «Però non va drammatizzato. La febbre è elevata, certo. Se però torniamo indietro di quattro anni, era successo lo stesso anche a cavallo tra il 1999 e il 2000. Questa passione per il gioco ha dei picchi periodici».
L´infatuazione dei trentini per l´azzardo ha comunque assunto dimensioni di tutto rilievo. «Non credo sia una meridionalizzazione dei trentini», spiega Pontalto. «Piuttosto il segno che siamo una provincia ricca, dove c´è più da spendere e quindi c´è maggiore propensione al gioco. Se guardiamo infatti alle statistiche, è vero che la corsa al lotto è diffusa al Sud del Paese, ma chi gioca molto sono soprattutto le regioni ricche, Lombardia, Emilia, Veneto». Intanto il Codacons è sceso in campo e ieri ha chiesto un intervento urgente del governo per bloccare le giocate sul 53 con un apposito decreto. Addirittura il Codacons ha chiesto che il governo rimborsi quanti hanno giocato e puntato sul 53 fino ad oggi, considerandolo quindi alla stregua di un furto legalizzato. Senza dimenticare il caso della casalinga di Carrara, che si è suicidata per aver perso tutti i suoi risparmi puntandoli sul 53 di Venezia. «Sicuramente se il gioco è gestito male, può creare qualche problema», precisa Marco Pontalto. «Però succede anche con i videopoker, o gli altri giochi. C´è chi sperpera soldi con un´infinità di giochi diversi dal lotto».
«Non c´è da meravigliarsi in questo puntar tutto sulla fortuna. È il venir meno di un orizzonte di futuro», spiega il sociologo Piergiorgio Rauzi. «Non si vede più futuro per sè, e quindi ci si affida alla fortuna. Non è casuale che a giocare di più siano proprio anziani e pensionati. La filosofia è: se va bene, vinciamo. Se no, pace: tanto non cambia nulla». Nelle ultime settimane il fenomeno è leggermente diminuito, anche se resta alto. Il gioco sul numero 53 non ha precedenti nella storia del lotto. Finora sono stati oltre 3 miliardi gli euro puntati dagli italiani sul ritardatario veneto. In caso di vincita, si riceve un premio pari a undici volte la posta giocata. Questo spinge i giocatori ad alzare ogni volta di più l´azzardo. Tanto che c´è chi ormai spende anche 250 euro alla volta per ogni estrazione.
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