20 Gennaio 2005

Trentini impazziti per il 53 che non arriva

Trentini impazziti per il 53 che non arriva

Puntati 680.000 euro al colpo

Ai vertici nel gioco in Italia
La passione

Ormai è una febbre, una passione collettiva, una smania che ha contagiato i trentini al pari dei meridionali. La corsa al 53 sulla ruota di Venezia, che anche ieri sera non è uscito raggiungendo così i 177 turni di ritardo, ha fatto salire alle stelle le puntate giocate in Trentino. Solo per l´estrazione di sabato scorso, in provincia sono stati giocati sul numero veneziano 680.000 euro in un colpo solo, collocando i trentini tra i più infervorati in questo gioco d´azzardo a livello nazionale. Se infatti la provincia di Trento si è posizionata al 35° posto a livello nazionale in termini assoluti, il calcolo pro capite porta a risultati sorprendenti. Sabato scorso ogni trentino, neonati e novantenni compresi, ha puntato in media un euro e mezzo sul 53 di Venezia. Inutilmente. Perché il numero non è uscito. E ad avvantaggiarsene sono state soltanto le casse dello Stato, che ha incamerato tutto.
«Che i trentini ormai si siano buttati sul gioco, è fuori discussione», afferma Marco Pontalto, presidente Fit, la federazione italiana tabaccai. «Però non va drammatizzato. La febbre è elevata, certo. Se però torniamo indietro di quattro anni, era successo lo stesso anche a cavallo tra il 1999 e il 2000. Questa passione per il gioco ha dei picchi periodici».
L´infatuazione dei trentini per l´azzardo ha comunque assunto dimensioni di tutto rilievo. «Non credo sia una meridionalizzazione dei trentini», spiega Pontalto. «Piuttosto il segno che siamo una provincia ricca, dove c´è più da spendere e quindi c´è maggiore propensione al gioco. Se guardiamo infatti alle statistiche, è vero che la corsa al lotto è diffusa al Sud del Paese, ma chi gioca molto sono soprattutto le regioni ricche, Lombardia, Emilia, Veneto». Intanto il Codacons è sceso in campo e ieri ha chiesto un intervento urgente del governo per bloccare le giocate sul 53 con un apposito decreto. Addirittura il Codacons ha chiesto che il governo rimborsi quanti hanno giocato e puntato sul 53 fino ad oggi, considerandolo quindi alla stregua di un furto legalizzato. Senza dimenticare il caso della casalinga di Carrara, che si è suicidata per aver perso tutti i suoi risparmi puntandoli sul 53 di Venezia. «Sicuramente se il gioco è gestito male, può creare qualche problema», precisa Marco Pontalto. «Però succede anche con i videopoker, o gli altri giochi. C´è chi sperpera soldi con un´infinità di giochi diversi dal lotto».
«Non c´è da meravigliarsi in questo puntar tutto sulla fortuna. È il venir meno di un orizzonte di futuro», spiega il sociologo Piergiorgio Rauzi. «Non si vede più futuro per sè, e quindi ci si affida alla fortuna. Non è casuale che a giocare di più siano proprio anziani e pensionati. La filosofia è: se va bene, vinciamo. Se no, pace: tanto non cambia nulla». Nelle ultime settimane il fenomeno è leggermente diminuito, anche se resta alto. Il gioco sul numero 53 non ha precedenti nella storia del lotto. Finora sono stati oltre 3 miliardi gli euro puntati dagli italiani sul ritardatario veneto. In caso di vincita, si riceve un premio pari a undici volte la posta giocata. Questo spinge i giocatori ad alzare ogni volta di più l´azzardo. Tanto che c´è chi ormai spende anche 250 euro alla volta per ogni estrazione.

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