31 Agosto 2006

Trentenne attende da dodici giorni di recuperare il proprio bagaglio

LA STORIA Trentenne attende da dodici giorni di recuperare il proprio bagaglio

Ci vuole poco per rimanere senza una buona parte del proprio armadio, senza calzini, boxer, pantaloni e magliette, quelle più seducenti, perché fuori, all`estero, la tua porca figura la devi sempre fare. Ci vuole poco. Basta che il tuo bagaglio, in quest`estate di terroristi “liquidi“, prenda, così come è capitato a tanti, un`altra strada, oppure subisca ritardi abissali, o qualcuno, come a Milano, faccia man bassa della tua fotocamera o del portatile. Un trentenne teramano è ancora in attesa di recuperare la propria valigia, dopo il volo di dodici giorni fa che da Milano lo ha portato a Napoli. Certo, c`è da dire che il sistema della gestione bagagli si è trovato a fronteggiare una quantità quattro volte superiore alla norma ed è andato sicuramente in tilt. Lo stesso Codacons, per soddisfare le lamentele dei viaggiatori, ha offerto la propria assistenza legale per i reclami, che a questo punto sono divenuti numerosi. Per fare un esempio della Caporetto dei cieli, nel nostro continente la quota dei bagagli scomparsi nel secondo trimestre 2006 è stata di 13,3 ogni 1.000 passeggeri (contro l`11,9 dell`anno prima). Ritornando al nostro concittadino, l`odissea degli indumenti è ancora aperta. Il bagaglio ritrovato sarebbe dovuto tornare da Milano a Napoli per poi essere spedito a casa, tra il Tordino ed il Vezzola. Ma caso ed incuria hanno voluto che abbia ripreso la strada per la Campania, dove gli operatori dei “mishandled baggage“ all`aeroporto partenopeo stanno ancora frugando tra gli ambienti alla ricerca del bagaglio perduto. Nel frattempo a Teramo, in attesa del “baggage“ c`è qualcuno che sta visitando gli outlet per farsi un nuovo armadio a buon mercato.

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