11 Giugno 2010

Trentanove le scuole a “rischio” Ecco la lista nera del Ministero

Trentanove scuole del territorio, tra materne, elementari e medie, indicate come "scuole a rischio" per la sicurezza. A dirlo è un elenco stilato dal Ministero, che risale al 2006 e che comprende 12mila edifici in tutta Italia, un migliaio in Lombardia. A riportare a galla questa "black list", come già evidenziato nei giorni scorsi anche dal «Sole 24 ore», è stata la Codacons. Dal 2006 ad oggi, molte situazioni, tra Sudmilano, provincia di Lodi e Cremona, sono migliorate. I comuni, infatti, hanno provveduto ai lavori di manutenzione. L’ anagrafica del 2006, però, è l’ unica esistente, a livello ministeriale. La prefettura di Lodi sta facendo un’ indagine tra gli istituti del Lodigiano, ma i dati non sono noti. Dopo il crollo della scuola di Rivoli del 2008, dove perse la vita il 17enne Vito Scafidi, infatti, il Ministero ha deciso di includere in un nuovo monitoraggio, che doveva partire a gennaio 2009, tutti gli elementi di pericolosità. Il lavoro avrebbe dovuto concludersi, su scala nazionale, entro sei mesi, invece, è rimasto fermo al palo per mancanza di fondi. L’ anagrafe diffusa dalla Codacons è l’ unica esistente, di fatto, ed è quella allegata ad un decreto interministeriale istruzione-economia della fine settembre 2009. Le scuole elencate sono quelle nelle quali è possibile derogare rispetto all’ aumento di alunni per classi (30) previsto dalla riforma Gelmini. Nel settembre 2009, però, le classi erano già formate e quindi il decreto è rimasto lettera morta. Secondo il referente della Codacons Mimmo Didonna, «ora si tratta di capire che intenzioni hanno le scuole il prossimo anno scolastico». Anche perché, secondo l’ associazione, un altro problema, non indifferente, è quello degli spazi. La normativa, infatti, prevede che ogni bambino, dall’ infanzia alle medie inferiori, abbia a disposizione 1,80 metri quadrati, con un’ aula di almeno 45 metri quadrati in totale. Alle superiori, invece i metri quadri pro capite richiesti salgono a 1,96, mentre le aule devono avere una superficie di almeno 50 metri quadri. A queste si aggiunge la normativa sulla prevenzione incendi del 1992 che prevede un numero massimo di 25 alunni più l’ insegnante, per ogni aula. In presenza di un alunno disabile, invece, il numero di 25 si abbassa a 20. Secondo il dirigente dell’ ufficio scolastico provinciale Giuseppe Bonelli, nel Lodigiano, «il problema non si pone. Da noi – dice il provveditore – esiste il problema opposto. Abbiamo classi poco numerose. Paesi con pochi alunni nelle classi, ma anche nelle superiori non ci sono problemi. Abbiamo ben poche aule con più di 25 alunni. Abbiamo risposto al Codacons proprio nei giorni scorsi. I regolamenti annullano i decreti. Così è stato anche per il regolamento sul numero degli alunni che ha annullato il decreto che parlava dei metri quadrati pro-capite. Il problema della sicurezza è quello di rendere le scuole evacuabili, con le porte sufficientemente ampie». Ma qui si apre un altro capitolo.
 

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