31 Ottobre 2007

Trentamila famiglie non ce la fanno

Toscana Trentamila famiglie non ce la fanno
Soffrono le giovani coppie.
E se non paghi la banca si prende tutto “Il panico quando si avvicina il 20 del mese“.
Rischio usura

“Quando si avvicina il 20 del mese, mi prendono le crisi di panico. Perchè io il mutuo da 767,50 euro non riesco più a pagarlo. Quattro anni fa erano 500 euro a tasso variabile. Ed è questo che mi sta rovinando, perchè la rata è cresciuta a dismisura“. Enrico ha 32 anni, lavora da sei (posto fisso), la sua ragazza fa il part-time: 1.600 euro in due. Volevano una casa, “per evitare gli affitti capestro: noi ora viviamo a Cecina – racconta Enrico – ma a Rosignano e Vada, causa turismo estivo, per un bilocale ci avevano chiesto, nel 2003, 850 euro al mese. Dicemmo: compriamo. Oggi ho il terrore della bancarotta“. Una storia come almeno altre 400mila in Italia, ovvero il 25% dei nuclei familiari che hanno aperto negli anni scorsi un mutuo a tasso variabile. In Toscana le difficoltà – stando alle stime – riguardano almeno 25-30mila famiglie. Insieme alle difficoltà, crescono anche i numeri assoluti dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari. Non paghi? La banca si prende tutto. Secondo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, nei prossimi mesi la crescita dei procedimenti potrebbe subire un`impennata del 19-20%. “Da un anno a questa parte la situazione si sta facendo pesante, le più colpite sono le giovani coppie – spiega Alessandro Masoni del Movimento consumatori – Per assurdo la recente crisi dei mutui subprime Usa, in qualche modo fa da salvaguardia: la Banca centrale europea, che aveva già previsto due ritocchi dei tassi entro marzo fino al 4,50-4,75%, ha deciso di frenare“. Un rischio reale, vista la situazione, è che qualche famiglia finisca nelle mani degli strozzini. “Per capire quello che sta accadendo oggi – prosegue Masoni – bisogna risalire al 1998, quando venne liberalizzato il mercato degli affitti. Esauriti i vecchi contratti, le nuove richieste diventarono stratosferiche, specialmente in zone turistiche come la costa da Castiglioncello alla Maremma, l`Elba, la Versilia. Famiglie che allora pagavano al mese un affitto di 5-600mila lire, si videro chiedere un milione. Meglio un mutuo, anche perchè con l`euro si andò verso una stabilizzazione dei tassi nella Ue, con forte riduzione di quelli elevati praticati in Italia fino ad allora. Fu il periodo delle rinegoziazioni, mentre i tassi scendevano“. E fu – ricorda il responsbaile del Movimento consumatori – “una corsa ai mutui“. Nel biennio 2004-2005, ricorda, un “tasso fisso“ si poteva prendere al 5-6%, mentre il “variabile“ scivolava in quel periodo fino al minimo del 3,5%. Occasione ghiotta per “farsi“ la casa di proprietà, anche perchè si innescava il fenomeno dei “grandi importi“. “Fino al 2000-2001 le banche concedevano mutui con parsimonia, erogando al massimo il 60% del valore dell`immobile – sottolinea Masoni – e non esistevano i trentennali o quarantennali che oggi varie banche pubblicizzano“. Dopo il 2002-2003 molte famiglie chiesero e ottennero mutui che coprivano l`intero importo del valore-casa e in alcuni casi anche qualcosa in più, per pagare notaio e ristrutturazione. “Ho visto coppie che hanno avuto anche 200mila euro a tasso variabile da restituire in 25 anni – aggiunge Masoni – Rate mensili da 4-500 euro sono diventate da 750 e passa, perchè in due anni il 5% di interesse è salito al 7%. Un lavoratore da 1.400 euro al mese non ce la fa, oggi, a buttare nel mutuo metà dello stipendio. Altrimenti come campa?“ Accade così che la banca, se salti una rata e magari anche la successiva, inizia le procedure dei solleciti, dei decreti ingiuntivi, dell`atto di precetto, fino all`esecuzione immobiliare con casa all`asta. “E le famiglie restano col sedere per terra“, puntualizza Masoni. Molti riescono a fermarsi prima della discesa agli inferi, vendendo la casa acquistata, ricavando la somma da restituire alla banca e magari mettendosi qualcosina in tasca. E accade anche che le banche, per diminuire i costi procedurali, tentino la via extragiudiziale, cercando di recuperare le rate non pagate attraverso società specializzate, arrivando alla vendita dell`immobile prima dell`esecuzione. “E` conveniente per l`istituto, si accorciano i tempi – dice un impiegato di una “Cassa“ di Livorno – e anche il debitore ci guadagna perchè vendendo a prezzo di mercato, può salvare per sè qualche migliaio di euro“. Masoni sottolinea poi che con il decreto Bersani sono state introdotte novità importanti per i cittadini, “nonostante si stiano registrando forti resistenze del sistema bancario su questo fronte: quante persone chiedono lumi all`istituto dove hanno preso il mutuo e si sentono rispondere che loro non sanno nulla“. Masoni fa riferimento alla possibilità di surrogazione del mutuo, cioè al passaggio ad altra banca che offre migliori condizioni, “senza costi aggiuntivi come indicato dal decreto“; alla non applicazione della penale di estinzione e al fatto che la surrogazione non debba avere costi notarili. Ma, sconsolato, conclude “che in questa materia si sta navigando nella nebbia“.

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