26 Settembre 2013

Trentamila euro per una Festa dei nonni a Jesolo che, causa mancate adesioni, registrerà …

Trentamila euro per una Festa dei nonni a Jesolo che, causa mancate adesioni, registrerà …

Trentamila euro per una Festa dei nonni a Jesolo che, causa mancate adesioni, registrerà l’ assenza dei nonni. Era necessario il contributo della Camera di commercio (senza contare i 120mila euro messi dal Comune)? Chiaro che l’ ente camerale non poteva sapere che la manifestazione programmata nella località balneare avrebbe rischiato il flop, ma resta il fatto che un monito arriva dagli stessi revisori dei conti. Lo stesso giorno del contributo alla Festa dei nonni, la Giunta camerale presieduta da Giuseppe Fedalto ha infatti stanziato anche sessantamila euro a due associazioni dei consumatori (30mila euro al Movimento consumatori e altrettanti al Codacons veneto) per un progetto sulla “cittadinanza economica”. E proprio in quella delibera è stato verbalizzato l’ intervento di Giovanni Infante, presidente dei revisori dei conti. Quattro righe in burocratese puro che però indicano la necessità di cambiare registro. Cosa che peraltro dovrebbe avvenire la settimana prossima: alla seduta di giunta del 1° ottobre sarà proposta una delibera che fissa una serie di criteri per elargire i fondi. In pratica, niente più contributi a pioggia o indistinti. Ma partiamo dal rilievo dei revisori dei conti: “Il dottor Giovanni Infante – recita la delibera n. 162 che assegna 60mila euro per il progetto “100% Cittadini” – in rappresentanza del collegio dei revisori dei conti, invita la Giunta camerale a riflettere sull’ individuazione di una modalità che permetta una corretta valutazione della gradualità degli interventi camerali in ordine alla strategicità dell’ iniziativa”. Sarebbe a dire? Interpellato a Roma – è funzionario del Ministero dell’ Economia e delle Finanze – Infante spiega: «L’ attuale regolamento della Camera di commercio di Venezia non prevede parametri nella concessione dei contributi economici, la valutazione di fatto è soggettiva. Come revisori, abbiamo fatto presente che servirebbero dei parametri, dei punteggi differenti per “pesare” i progetti, a partire dall’ innovazione». Anche perché – fa presente Infante – per legge le delibere della Camera di commercio da pochi mesi sono pubbliche e consultabili in Internet e quindi fissare dei requisiti pone lo stesso ente camerale al riparo da critiche. Del tipo: se hai dato dei soldi all’ associazione x come fai a dire di no all’ associazione y? Fissare dei parametri consentirebbero anche di evitare di dare contributi sempre agli stessi beneficiari, magari perché più “attrezzati” quanto a conoscenze e informazioni. Tant’ è, il monito dei revisori dei conti non è stato inascoltato. «Alla giunta convocata per il 1° ottobre – dice il segretario della Camera di commercio di Venezia, Roberto Crosta – sarà presentata una delibera di modifica dell’ attuale regolamento. La proposta è che ci sia una griglia di valutazione per la concessione dei contributi: conteranno l’ innovatività dei progetti, le ricadute sul territorio, il coinvolgimento di più categorie economiche. Ma oltre a questo si vorrà anche vedere i risultati delle iniziative finanziate». Il succo è che se un progetto è innovativo allora avrà dei fondi, più diventerà ripetitivo e meno aiuti economici avrà. © riproduzione riservata.
 

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