8 Aprile 2014

Treno sporco, studente risarcito di mille euro

Treno sporco, studente risarcito di mille euro

Un pendolare riesce a far condannare Trenitalia per la sporcizia che regna sui treni. Si chiama Ernesto il coraggioso studente universitario che ha portato davanti al giudice di pace l’ azienda nazionale del trasporto su ferro, ottenendo un risarcimento di mille euro. Un precedente importanteper chi deve fare quotidianamente i conti con il degrado dei convogli regionali e che potrebbe aprire la strada a una class action. Tra il2008 e il 2009, il giovane (ora 25enne e già laureato) era costretto a raggiungere la Capitale per seguire il corso di giurisprudenza all’ Università Roma Tre. La trattapercorsa è quella che collegala cittadina umbra di Spoleto, dove era residente, alla stazione Termini. Stanco di viaggiare ogni giorno nelle stesse «precarie condizioni igieniche», Ernesto nel 2010 decide di rivolgersi all’ associazione dei consumatori Codacons e di citare in giudizio Trenitalia.Lo fa allegando al fascicolo un reportage fotografico che testimonia quanto denunciato per iscritto: «I treni sono sempre sporchi e pieni di polvere, spesso senza aria condizionata d’ estate e senza il riscaldamento funzionante d’ inverno». A tutto ciò si aggiunge il fatto che lo studente è un soggetto fortemente allergico agli acari della polvere, come prova con un certificato medico. «La situazione di degrado e sporcizia che affligge i treni – si legge nell’ atto di citazione -gli provoca inevitabilmente stress e disagio, nonché problemi di salute». «Non può essere posto in dubbio che si siano verificati degli inadempimenti da parte di Trenitalia consistenti nella violazione delle norme che regolano l’ erogazione dei servizi pubblici – è la conclusione a cui arriva il giudice di pace di Romama anche e soprattutto, dei diritti fondamentali della persona che ispirano la nostra Costituzione, come quelli che attengono alla tutela della salute, al rispetto della personalità e alla intangibilità della dignità dei cittadini». «Come studente in legge era più consapevole e motivato di altri pendolari -spiega l’ avvocato Cristina Adducci – Per giunta essendo asmatico, il continuo viaggiare su treni igienicamente poco salubri gli ha provocato seri problemi». «È una sentenza importantissima non perl’ entità del risarcimento, ma per il principio sacrosanto riconosciuto dal giudice – commenta il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Invitiamo i pendolari di tutta Italia a intentare analoghe azioni risarcitorie».

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