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3 Settembre 2013

Treno lercio, esposto al Codacons

Treno lercio, esposto al Codacons

Doveva essere un’ allegra vacanza a Parigi solo “mamme e figlie”, con tanto di viaggio in treno in cuccetta per rendere più accattivante il tragitto. Invece la vacanza di due udinesi e delle loro figlie 14enni si è tramutata in una disavventura: un’ allucinante notte – bissata al ritorno – tra cimici, sporcizia e freddo, in vagoni malandati, arrugginiti e scrostati. Dopo aver preso il treno regionale per Venezia, lunedì 26 agosto, R.A. e F. R. sono salite sul “Thello”, un treno italo-francese che impiega circa 13 ore ad arrivare a Parigi. Una notte, se si dorme, passa in fretta: peccato che le mamme, già preoccupate alla sola vista dei vagoni esterni e poi spaventate dalla sporcizia dei sedili (e non solo), abbiano passato la nottata completamente in bianco. «Quando abbiamo aperto le lenzuola sigillate per inserire dentro i cuscini – racconta R.A. – ho trovato un insetto spiaccicato, ho quindi avvisato tutte di non usarli. Io ci ho messo dentro un giubbotto, altre vestiti di fortuna presi dalle valigie». Faceva freddissimo e una delle ragazzine ha usato la coperta, «purtroppo era infestata di cimici, e ce ne siamo accorte solo dopo». La notte dell’ andata R.A. l’ ha trascorsa completamente sveglia, coprendo la figlia con foulard e giacche pur di non usare la malsana biancheria offerta dalle ferrovie. «Ho provato a stendere il lenzuolo e a fare un pisolino, ma quando sono tornata dal bagno ho visto un insetto, credo una cimice, che camminava proprio dove un attimo prima mi ero distesa, sfinita dalla stanchezza». Tra urla e panico, l’ unica reazione immediata è stata quella di ammazzare l’ insetto e restare seduta e all’ erta fino all’ arrivo. «Un ribrezzo che mi ha condizionato tutto il soggiorno a Parigi, rovinandomi la vacanza». «Volevamo disdire il viaggio di ritorno – afferma F.R. -, ma nessuna di noi parla il francese, temevamo di restare poi senza un’ alternativa valida per tornare. Non conoscendo la città avremmo perso un giorno intero a cercare un’ agenzia e a prenotare un volo, che forse ci sarebbe costato anche molto meno». Il viaggio in treno è infatti costato quasi mille euro, «ci aspettavamo ben altro trattamento». Le donne desistono e non fanno reclamo, cercando di godersi la vacanza promessa da anni alle figlie. Il primo giorno però lo sprecano in hotel a riposare, vista la nottata insonne. Al ritorno, sabato sera, «abbiamo sperato nel miracolo, ma niente da fare: i cuscini erano ricoperti di macchie gialle (urina?) e rosse (vino? sangue?). E sulle coperte ci camminavano le famose bestie viste all’ andata», riferisce R.A. Il personale francese non capiva le lamentele, per cui le 4 si rassegnano a un’ altra notte di inferno. Ovviamente senza chiudere occhio. «Il fatto che non funzionasse l’ aria condizionata e che si sia dovuto lasciare il finestrino aperto per 13 ore è stato il danno minore: l’ unico terrore era che quegli insetti schifosi ci camminassero addosso». Purtroppo, se di cimici si tratta, la conseguenza non è solo disagio o disgusto: la questione è sanitaria. «Quando siamo arrivate a Udine ci siamo precipitate a lavarci e a disinfettare i nostri vestiti, poi siamo crollate dalla stanchezza. Oggi ci siamo informate meglio: le cimici succhiano il sangue umano e portano malattie gravi come l’ epatite. Ora siamo terrorizzate, domani ci rivolgeremo a un medico affinché ci spieghi i possibili danni di questo orrendo viaggio». Intanto, hanno segnalato la vicenda al Codacons di Udine, che manderà a Trenitalia una lettera di reclamo e, se ci sono gli estremi, si procederà con una denuncia, oltre a richiedere rimborsi e danni. «Non è dignitoso viaggiare così – concludono le due udinesi -. Andremo avanti con la denuncia, sperando di non aver contratto malattie». Rosalba Tello ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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