31 Gennaio 2018

Treno deragliato, volantini dei pm nelle stazioni

 

Mario Consani MILANO LA PROCURA cerca testimoni per la sciagura del treno deragliato vicino a Milano con tre morti e 46 feriti. E in poche ore decine di persone rispondono all’ appello lanciato dai magistrati attraverso un volantino affisso nelle stazioni tra Cremona e Treviglio. Nel messaggio – scritto su carta intestata – «si invitano tutti i passeggeri presenti sul treno n. 10452 al momento dell’ incidente del 25 gennaio a prendere contatti con la sezione di polizia giudiziaria della Procura milanese scrivendo alla mail: maurizio.ghezzi@giustizia.it oppure chiamando il numero 02.88456893 (Centrale operativa polizia locale) lasciando i propri recapiti in modo da essere contattati». Obiettivo dei magistrati e della polizia giudiziaria, risalire al maggior numero di persone che viaggiavano sul treno con a bordo 350 pendolari, deragliato a causa di un cedimento strutturale sulla cui origine è aperta un’ indagine per omicidio colposo plurimo, disastro ferroviario colposo e lesioni colpose. Il volantino è stato trasmesso dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, che coordinano le indagini con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, a tutti i capi stazione della tratta interessata. INTANTO ieri gli uomini della Polfer hanno perquisito la sede romana di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e quella milanese di Trenord – i cui vertici sono indagati per disastro ferroviario colposo e omicidio plurimo colposo – per acquisire dati informatici e documentazione cartacea relativa alla gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria della tratta ferroviaria e su quella dei convogli. Nell’ occasione, le due società hanno anche ricevuto un’ informazione di garanzia in base alla legge 231 che prevede sanzioni amministrative per le società in caso di reati commessi dai loro dirigenti. E ancora ieri, gli investigatori Polfer che dal momento del disastro non hanno mai cessato di lavorare sui binari e nei vagoni per assicurare all’ indagine ogni possibile prova, hanno consegnato ai pm Lesti e Ripamonti la prima relazione preliminare sul disastro. Otto pagine di ricostruzione di tutta la vicenda, che servirà ai magistrati per mettere i primi punti fermi nella dinamica dell’ incidente. Ogni tassello al suo posto, in una specie di puzzle che è stato ricostruito pezzo per pezzo. Per il momento, però, in quel documento c’ è solo la fotografia di quanto avvenuto ma ancora nessuna risposta agli interrogativi che fin dall’ inizio hanno gettato varie ombre sul tragico deragliamento alle porte della città. I dubbi sul pezzo di rotaia da 23 centimetri che si è staccato, quelli su una traversina distrutta e sulla presenza di una tavoletta in legno infilata proprio sotto la giuntura del binario chiamato «punto zero». La scomparsa (assenza?) di un bullone e di due di due dei quattro perni che fissano la cosiddetta piastra di giunzione. MA TUTTO CIÒ è nei quesiti che i magistrati hanno posto ai tre consulenti tecnici cui hanno affidato l’ incarico di chiarire i perché della tragedia: l’ ispettore della Polfer Angelo Laurino e i due ingegneri Fabrizio D’ Errico e Roberto Lucani, ai quali gli indagati di Rfi e Trenord affiancheranno certamente i propri esperti. Domani sono anche in programma le autopsie sui corpi delle tre donne rimaste vittime del disastro ferroviario. E mentre gli uomini della Polfer e della polizia scientifica continuano a lavorare sul luogo del disastro e in particolare sui vagoni, per poter presto restituire l’ intera area alla normale circolazione dei treni, Codacons lancia l’ azione collettiva con lo scopo di far ottenere ai pendolari il risarcimento dei danni subiti anche in relazione ai pericolosi corsi. «Una azione duplice – spiega l’ associazione – perché diretta sia a chi era presente sul treno al momento della tragedia e ha subito oltre ad eventuali lesioni fisiche anche un danno morale evidente, sia a quei pendolari che hanno utilizzato con frequenza la linea Cremona-Milano prima dell’ incidente, per i quali si profila un danno da rischio potenziale».

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