17 Dicembre 2020

Treno deragliato In 80 richiedono di essere parte civile

Cresce il numero di coloro che aspirano ad essere ammesse come parti civili nel processo sul disastro ferroviario del treno pendolari Cremona- avvenuto a Pioltello la mattina del 25 gennaio del 2018 e in cui persero la vita tre donne, tra cui Maddalena Milanesi, 61 anni, medico originario di Caravaggio, e Pierangela Tadini, 51 anni, impiegata di Gera d’Adda e in cui si sono contati un centinaio di feriti. Un mese fa la giudice Anna Magelli, dinanzi alla quale si sta celebrando (a porte chiuse) l’udienza preliminare in una delle aule allestite ad hoc nei padiglioni di FieraMilanoCity aveva ricevuto complessivamente 68 richieste di costituzione di parte civile. Ieri se ne sono aggiunte una dozzina presentate da sindacati (come FitCgil Lombardia, Cub e Usb lavoro privato) e da associazioni (come Codacons e «Il mondo che vorrei: 29/ l’associazione che raccoglie i familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio, in cui morirono 32 persone). Tuttavia, ieri la pm Maura Ripamonti ha invitato la gup Magelli a rigettare le richieste i costituzione di parte civile formalizzate la scorsa udienza dal sindacato dei ferrovieri OrSa e dell’associazione Codici. La linea della Procura è finalizzata ad ammettere al dibattimento solo le parti lese che erano bordo del treno al momento del deragliamento. Dura la reazione del segretario nazionale dei Cub, Walter Montagnoli: «Evidentemente di questo processo meno se ne parla e meno attori protagonisti vede presenti, meglio è. Oltre ad essere allibiti per la richiesta del pm, siamo allibiti dall’assenza dei comitati dei pendolari». prossima udienza, fissata per il primo febbraio, la gup Magelli dovrà esprimersi in merito alle ammissioni delle parti civili. Quindi, la parola passerà alla Procura milanese, che imputa l’accaduto alla cattiva manutenzione dei binari da parte di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e ha chiesto il rinvio a giudizio per nove persone, tra manager e dipendenti Rfi, a cominciare dall’amministratore delegato Maurizio Gentile. accuse: disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Per altro uno dei nove imputati, Ernesto Salvatore, dirigente all’epoca responsabile del Nucleo manutentivo lavori di Treviglio di Rfi, ha fatto prevenire tramite i propri legali una richiesta di patteggiamento a tre anni e sei mesi di reclusione. 

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