Trenitalia, stangata per il maxi-ritardo
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fonte:
- Libero
Un viaggio in treno Milano-Parigi da incubo: all`andata la tabella di marcia segna cinque ore di ritardo e al ritorno si rompe il riscaldamento (un bel problema se il tragitto si svolge in dicembre) e invece che a Lambrate il convoglio si ferma in Centrale. Trenitalia, per scusarsi, offre ai passeggeri due bonus-viaggi, ma per chi si è rovinato la vacanza non bastano. Così una famiglia fa causa alla società di trasporti e – per la prima volta – set timana scorsa ottiene il rimborso totale non solo del biglietto, ma anche di una notte in albergo a Parigi, visto che una giornata è stata praticamente persa. La vacanza del signor Adelio Riccio, impiegato quarantaduenne di Rozzano, incomincia nel ponte di Sant`Am brogio del 2005. La famiglia – padre, madre e un figlio di 11 anni – prende armi e bagagli insieme a una coppia di amici e si imbarca su un treno diretto nella capitale francese (costo dei biglietti: 520 euro). L`arrivo è previsto per il 7 dicembre alle 8,23, giusto in tempo per godersi l`intera giornata. Ma il treno si ferma in stazione alle 13,30, con più di cinque ore di ritardo. Il primo dei tre giorni di vacanza è sfumato, senza neanche un avviso o una spiegazione da parte di Trenitalia. “A Parigi abbiamo cercato qualcuno che potesse spiegarci cosa era successo, ma non c`era alcun contatto italiano disponibile“, spiega Riccio. Vacanza semi-rovinata. Al ritorno le cose non vanno molto meglio: il riscaldamento non funziona e i passeggeri passano nove ore e mezza nelle cuccette gelate; inoltre il convoglio si ferma in Centrale, nonostante l`arrivo fosse previsto a Lambrate. Il signor Riccio prova a contattare Trenitalia, “ma inutilmente, nessuno ha mai risposto alle nostre lettere“, dice. “Allora non ci abbiamo visto più e ci siamo rivolti al Codacons, che ha preso subito in mano la nostra protesta“. L`idea ormai è quella di andare fino in Tribunale e a niente servono i due buoni da 79 e 90 euro, validi per acquistare biglietti di viaggio entro sei mesi dal giorno di emissione. “Non avrei avuto la possibilità di partire entro quella data e comunque era una questione di correttezza“, specifica Riccio. Il Codacons va fino in fondo e settimana scorsa riceve la comunicazione che il Tribunale gli ha dato ragione. “Il giudice di Milano Larisa Marchioretto condanna Trenitalia a pagare 583.60 euro, 520 di costo del biglietto e 63.60 per l`albergo, oltre alle spese sostenute dal signor Riccio liquidate in 2.438,75 euro, di cui 368.75 per spese, 1.065 per diritti e 1.005 per onorari“, rende noto il Codacons. La vittoria, quindi, comprende non solo il risarcimento dell`intero costo del biglietto, ma anche il prezzo di una notte in albergo (sulla base del fatto che una giornata di vacanza era praticamente stata perduta). “Una sentenza importante perché sancisce il diritto del consumatore a ottenere di più rispetto ai bonus normalmente ottenibili in caso di ritardi“, commenta il presidente del Codacons, Marco Donzelli. “È la prima volta che succede, se parliamo solo di ritardi. Prima d`ora il risarcimento era stato concesso in casi “limite“, come quando i passeggeri rimasero “imprigionati“ in un treno per otto ore. Ma lì si trattò anche di quantificare il danno psicologico per sequestro di persona“. Trenitalia non commenta, ma “la loro tesi“, spiega il Codacons, “era che il risarcimento in favore del viaggiatore rientra nel limite tassativo e inderogabile del rimborso del biglietto nel caso non sia stato effettuato il viaggio“. Insomma, il viaggio viene ripagato solo se non si fa. Ma per il giudice “le clausole vessatorie (proprio perché particolarmente gravose per la controparte) sono nulle se non sono specificatamente approvate per iscritto dalla parte che non le impone“. Così, le norme citate da Trenitalia si devono “ritenere illegittime“. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
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