5 Aprile 2014

Trenitalia staccala spina agli Intercity

Trenitalia staccala spina agli Intercity

Una palla al piede per Trenitalia, costosi e superflui, oppure le ultime vittime di una strategia aziendale che continua a tagliare i servizi al territorio? Sugli Intercity scoppia l’ ennesima baruffa legata al trasporto pubblico, dopo che l’ azienda ha comunicato l’ intenzione di sospenderne altri dieci. Dieci treni che stanno per essere cancellati, Trenitalia aspetterebbe solo l’ introduzione dell’ orario estivo a giugno, un bacino di utenza che riguarda tutto il Paese, dal Friuli alla Campania passando per Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Liguria e Umbria. È stato il sottosegretario ai Trasporti e Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, a comunicare l’ intenzione dell’ azienda rispondendo ad un’ interpellanza alla Camera. «Trenitalia ha comunicato al ministero dei Trasporti la sua intenzione di sospendere l’ effettuazione in regime di mercato (senza sovvenzioni pubbliche, ndr) per altri dieci treni intercity che presentano un rapporto costi/ricavi fortemente negativo, pari poco meno di 30 milioni di euro l’ anno, con perdite rilevanti», definendo la situazione «insostenibile». Secondo il sottosegretario, è stato «attivato un tavolo di confronto con le singole regioni interessate e Trenitalia». Con le cinque coppie di Intecity di prossima dismissione, dopo le soppressioni che erano già entrate in vigore dal1 marzo (la coppia 586/587 tra Roma e Milano), praticamente l’ Italia resterà senza treni Intercity. Il ragionamento di Trenitalia è semplice: in entrambe le «dorsali» su cui sono rimasti in funzione, sia quella Adriatica che quella Tirrenica, gli Intercity sarebbero un doppione dei treni locali, utilizzati quindi solo da pendoSono stati apposti i sigilli a una parte del terreno posto all’ interno dello stabilimento della Ved, l’ azienda metalmeccanica della famiglia dell’ ex ministro Stefania Prestigiacomo. Ad effettuare materialmente l’ intervento sono statigli agenti del Nictas, il nucleo dell’ Asp, che opera presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Siracusa. Il sequestro preventivo è stato effettuato giovedì scorso su disposizione della Procura di Siracusa, che sta eseguendo indagini sul fronte ambientale che riguardano proprio la società priolese il cui stabilimento si trova in cotrada Bondifè, nel territorio di Melilli. Le lari o da traffico di zona, in sovrapposizione ai servizi già offerti da altri: «Collegamenti che svolgono spesso, per buona parte, un servizio di cabotaggio, servendo flussi pendolari che li utilizzano per tratte limitate, sostanzialmente paragonabile a quello del trasporto ferroviario locale gestito dalle regioni». Molto dura la reazione del Codacons che parla senza veli di «vergogna». Secondo l’ associazione di consumatori, «con questa strategia in questi anni i viaggiatori sono stati progressivamente costretti a passare dagli Espressi agli Intercity, dagli Intercity agli Eurostar, dagli Eurostar ai Freccia Rossa, pagando sempre più soldi per gli stessi identici viaggi». La nota del Codacons insomma ipotesi di reato al vaglio della magistratura siracusana riguardano reati contro l’ ambiente e si tratterebbe di attività di stoccaggio di acque in terreni in cui non è possibile operare questo tipo di attività. Secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato notato, un cambiamento morfologico dell’ area dello stabilimento di Priolo con la nascita di una collinetta sospetta all’ interno dello stesso. Già nel passato la Ved è stata oggetto di verifiche da parte della Procura siracusana per l’ individuazione all’ interno del proprio stabilimento di discariche di rifiuti, ma l’ inchiesta si concluse con un’ archiviazione del caso. punta il dito contro la politica aziendale di Trenitalia che spingerebbe il pubblico sempre di più verso l’ alta velocità, anche a discapito di tratte che non possono essere attribuite al trasporto locale, come appunto gli Intercity (o ex). «È una palla colossale che servano solo flussi pendolari per tratte limitatecontinua il Codacons – È solo una scusa per eliminarli e per completare la strategia di Moretti di costringere gli italiani a prendere i treni superveloci, pur se non hanno alcuna necessità di dover raggiungere una destinazione a tempo direcord, pagando prezzi sempre maggiori. Se gli Intercity fossero rami secchi, e così non è, lo sarebbero solo perché ce li hanno fatti diventare, mettendoli in orari improbabili, con orari d’ arrivo inutilizzabili». Sul tema è intervenuto anche il deputato toscano Luigi Dallai (Pd), membro della commissione Ambiente e Trasporti, con un’ interpellanza al ministro Lupi e del collega dell’ Economia e Finanze, Pier Carlo Padoan, sottoscritta da altri trenta deputati tra cui Susanna Cenni e Marco Donati. «È giunto il momento di fare chiarezza sul futuro del trasporto pubblico ferroviario. È necessario, oltre a salvare giustamente gli intercity ragionare con attenzione, coinvolgendo Trenitalia, il Governo e le Regioni, su un pianodi mobilità pubblica moderno ed efficiente».
 
 

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