Treni-pendolari, altri esposti in Procura
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Treni-pendolari, altri esposti in Procura
Si allarga l?inchiesta del pm Paolo Fietta Convogli soppressi, gravi ritardi e guasti
La paralisi ferroviaria provocata dalla neve ha messo a nudo gravi carenze informative Ma incurie e disguidi appaiono abituali
Si fa sempre più estesa la protesta dei pendolari, inferociti contro Trenitalia e la sua politica del risparmio a scapito della qualità dei servizi. Codacons e Listaconsumatori Veneto propongono all?assessore regionale ai Trasporti una tessera a punti per i ritardi dei treni dei pendolari. Ogni minuto di ritardo certificato dal controllore quando buca il titolo di viaggio, vale un chilometro. E a fine mese l?accumulo di punti sarà scambiato con biglietti omaggio dello stesso chilometraggio. Una tessera simile a quella data ai clienti dei grandi supermercati. Intanto sul tavolo del pm Faolo Fietta arrivano fior di segnalazioni per treni in ritardo, corse annullate, guasti tecnici di convogli, scoppi di locomotori ed informazioni ballerine.
E molte proteste sono pure pervenute al nostro giornale. Come quella di Simone Marcato. Cita due episodi accaduti la scorsa setimana. Il primo risale a martedì primo marzo. «A Mestre prendo il treno diretto a Vicenza delle 17,50, con arrivo previsto a Padova per le 18,15. Il treno parte puntuale (beh,..solo un minuto di ritardo) ma senza particolari contrattempi arriva a Padova alle 18,27: 11 minuti dopo l?orario previsto, su un tragitto di 26 minuti».
E il giorno successivo a Simone accade di peggio. «Arrivo alla stazione di Padova alle 18,06, sfruttando il ritardo dell?IR delle 17,29 che da Venezia Mestre porta ma Milano. Mi reco al binario per prendere il treno delle 18,15 per Belluno, annunciato con un ritardo di 30 minuti. Opto allora per il treno diretto a Treviso delle 18,27, in ritardo di 15 minuti. Alle 18,45 si comunica che il treno per Bassano delle 18,46 è stato soppresso, mentre sul treno per Treviso un ferroviere avvisa che per un guasto al locomotore la partenza è prevista da lì a 10-15 minuti». La partenza avviene alle 18,57, con la gente «stipata come animali». «Noi pendolari siamo trattati senza rispetto. Le Ferrovie dello Stato sono puntuali (e puntigliuose) solo quando si tratta di decidere aumenti, riscuotere soldi per biglietti ed abbonamenti, affibbiare multe sempre più salate».
Da Terzo mondo anche la storia di Roberto Mattiello di Caldogno, da 6 anni pendolare tra Vicenza e Padova. Descrive il calvario patito la sera del 4 marzo. «Venerdì scorso, sotto la neve, giungo in stazione a Padova per salire sul treno Regionale delle ore 18.58 diretto a Vicenza. Ben presto mi accorgo che il convoglio non sarebbe mai partito in orario. Spazientito e preoccupato per il trascorrere del tempo, mi reco dal capotreno il quale informa che in stazione a Vicenza gli scambi sono ghiacciati e pertanto non si può partire. Spero si tratti solo di un contrattempo. Ci sono centinaia di persone in attesa, sedute nelle carrozze o dentro la stazione. Una corriera parte per Vicenza alle 21.35. Molte persone sono costrette a restare a terra, me compreso».
Poco dopo, anche Roberto torna a casa con un?auto privata. Mentre è in viaggio verso casa, ricorda le brandine allestite davanti alla biglietteria e la corriera già al completo. «E? vergognoso che tante persone abbiano dovuto rimanere a Padova per la notte, chi in hotel, chi altrove. Nemmeno un treno è partito in direzione di Milano. Alle 22.45 l?autostrada è sgombra, sale e ghiaino sull?asfalto. Sulla ferrovia, tutto tace».
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