13 Dicembre 2012

Treni, tre giorni di caos e non è finita

Treni, tre giorni di caos e non è finita 

Michele Sada Ancora caos nelle stazioni, ancora ritardi e treni cancellati, ancora pendolari stipati sui vagoni come sardine. Terzo giorno con gravi disagi per gli utenti del trasporto ferroviario. Sono stati segnalati problemi e disservizi sia nelle prime ore del mattino, sia nel tardo pomeriggio e persino in serata. Un mercoledì da incubo Per i comaschi la giornata è iniziata malissimo, nelle stazioni del ramo Nord così come nelle altre. Dallo scalo di Como Lago non è mai partito il treno diretto delle 7,36 per Milano Cadorna e la stessa sorte è toccata al convoglio delle 7,42 previsto a San Giovanni, come racconta Emanuele Roncoroni. In quest’ ultimo caso, peraltro, la cancellazione è avvenuta un secondo dopo il passaggio di un treno regionale: doppia beffa, insomma, per i viaggiatori. E non è tutto, perché anche la corsa successiva è saltata e il primo treno arrivato in stazione aveva quasi tutte le porte bloccate. Ma i disagi sono proseguiti anche nel primo pomeriggio (compresi gli orari non di punta), poi intorno alle 18 e in serata. Tra le 17 e le 18 non è partito nemmeno un treno diretto a Como, tra le 18 e le 19 si è mosso da Cadorna solo il convoglio delle 18,10 e viaggiava con 40 minuti di ritardo. Mentre sul 18,39 da Porta Garibaldi i pendolari erano ammassati, tanto che qualcuno avrebbe voluto chiamare i carabinieri. Ci sono state anche cancellazioni e, dalle 19.30 in poi, ritardi compresi tra 30 e 50 minuti. I problemi sono stati imputati ancora una volta al malfunzionamento del sistema informatico per la gestione dei turni del personale. Trenord ha potuto solo scusarsi e ha messo le mani avanti: «Non si possono escludere per la prossima giornata altri ritardi e soppressioni». A complicare le cose ha contribuito – come se non bastasse il resto – un guasto in zona Bovisa. In serata, la gente si è accalcata nelle stazioni milanesi in attesa di un treno per poter tornare a casa. Poco prima era arrivata la notizia delle dimissioni dell’ amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz, finito ai domiciliari nell’ ambito di un’ inchiesta sulla bancarotta di un’ altra società. E Trenord annunciava «un’ indagine interna per verificare eventuali responsabilità dei disservizi». Nel frattempo si moltiplicavano le lamentele dei comaschi: «Solo parole da Trenord, intanto paghiamo per un servizio che non c’ è – tuona Umberto Valsecchi – e le tariffe aumentano di continuo». Associazioni sulle barricate Il Codacons ha annunciato l’ avvio di un’ azione legale collettiva perché «un intero sistema di trasporti regionale non può andare in tilt in questo modo e per così tanti giorni». Inoltre «gli indennizzi previsti sono a dir poco ridicoli». Adusbef e Federconsumatori chiedono di «risarcire i danni ai viaggiatori», mentre il consigliere comunale Marco Butti (pendolare) chiede all’ assessore Daniela Gerosa di convocare un tavolo con le associazioni dei consumatori per predisporre un documento unitario con la richiesta di rimborsi. I viaggiatori, beffa nella beffa, contestano le stesse modalità per fare reclamo: «Bisogna allegare la tessera originale, ma cosa si mostra al controllore sul treno?».

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