28 Dicembre 2002

Treni, stop al rincaro dei biglietti

Treni, stop al rincaro dei biglietti

Il ministero del Tesoro impone il blocco. Ma aumentano luce, gas e autostrade

ROMA – Prezzi bloccati per il biglietto del treno. Dopo le proteste di sindacati, associazioni di categoria e consumatori, il ministero del Tesoro corre ai ripari congelando l`aumento. Si è trattato, spiega una nota di via XX settembre, soltanto di «ipotesi di lavoro formulate dalle società» non condivise dal ministero. Questa decisione smentisce il presidente e amministratore delegato delle Fs Giancarlo Cimoli che aveva annunciato un aumento del 3,5-4%.

L`ultimo adeguamento della tariffa ferroviaria risale al gennaio 2000, con un successivo aggiustamento a metà dell`anno. La raffica di aumenti che interesserà numerosi settori – dal canone della Rai alle tariffe di acqua, luce e gas, alle Rc auto e ai trasporti urbani – costerà cara alle famiglie italiane. La spesa aumenterà di circa 298 euro hanno calcolato Adoc, Adusbef e Codacons. Fra i rincari più salati la Rc auto (100 euro), i servizi bancari (52) fino alla nettezza urbana (15), all`acqua (10 euro) al canone Rai (3).

Ieri, comunque, sono arrivate anche le prime conferme ufficiali. Dal primo gennaio le bollette della luce aumenteranno in media del 2,5% mentre quelle del gas subiranno un rincaro del 2,2%. Lo ha reso noto l`Authority per l`Energia sulla base del nuovo calcolo di aggiornamento all`andamento dei combustibili. Una famiglia tipo spenderà quasi 25 euro in più (6,75 per l`elettricità e 18 per il gas).

E viene confermato l`annunciato aumento dell`1,52% dei pedaggi autostradali.E viene confermato l`annunciato aumento dell`1,52% dei pedaggi autostradali.

Il rischio è che l`inflazione, di cui si attendeva un calo per i primi mesi del 2003, si impenni. In quest`ottica Cgil, Cisl e Uil pongono con urgenza la questione della difesa dei salari accusando il governo di aver «sottovalutato il controllo del fenomeno». Anche le associazioni di categoria scendono sul sentiero di guerra. Se la Confcommercio stima l`impatto degli aumenti allo 0,2-0,3% sul carovita e Confesercenti teme nuovi rincari dei prezzi, il presidente della Confartigianato Luciano Petracchi punta il dito contro «il clima di sfiducia che serpeggia tra le piccole imprese». Infine Confagricoltura avverte che si «rischia di minare un percorso di competitività avviato dal Paese».

Ad alimentare il carovita potrebbero concorrere anche altri fattori. Le tensioni internazionali, le incognite sui prezzi del greggio ma non più l`effetto changeover. Secondo il vice direttore generale di Bankitalia Antonio Finocchiaro infatti «lo scalino dei prezzi attribuibile all`euro è ormai alle spalle e si va verso una stabilizzazione» dopo il passaggio alla moneta unica.

Intanto il ministro del Tesoro insiste: «L`euro di carta avrebbe un effetto calmieratore sui prezzi». Giulio Tremonti ci torna su in un`intervista al Tg1: «Adesso se ne accorgono, – dice il ministro commentando gli ultimi aumenti tariffari – l`anno scorso avevamo detto che l`euro avrebbe causato inflazione ed è stato così. Abbiamo proposto l`introduzione dell`euro di carta perchè pensiamo che sia una piccola cosa utile per dare ai cittadini il senso del valore del denaro».

Il ministro parla anche dei «tagli» alle Regioni. «Tutti i servizi locali sono uguali. Anzi salgono un po` le dotazioni. Gli Enti locali dovrebbero rinunciare a qualche spesa in più, tirando un po` la cinghia e facendo buona amministrazione. Magari con qualche ufficio di rappresentanza all`estero in meno».

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