20 Novembre 2001

Treni, Sos di Codacons ai giudici

AUMENTI DUE VOLTE E MEZZO L?INFLAZIONE PROGRAMMATA»
Treni, Sos di Codacons ai giudici
Adiconsum: le famiglie pagheranno 2.000 miliardi in più per la luce

Aumenti dei biglietti ferroviari ed elettricità alle stelle in Italia rispetto alla media europea. Contro il caro-tariffe scendono in campo le associazioni dei consumatori. La Federconsumatori chiede che il governo ritiri il decreto che dà il via a rincari del 4,15 per cento per i treni a media e lunga percorrenza dal primo gennaio. Mentre l?Adiconsum denuncia che i cosiddetti oneri impropri nel 2000 sono costati a famiglie, commercianti e piccole imprese, cioè ai cosiddetti utenti vincolati, 1.500 miliardi in più del dovuto. Una cifra destinata a salire a 2000 miliardi nel 2001. Ma il presidente dell? Acea, Fulvio Vento, replica: al netto delle tasse le tariffe elettriche non sono le più alte d?Europa. Insomma, sarebbe tutta colpa del Fisco se paghiamo di più. «In sede di finanziaria – spiega il timoniere della municipalizzata dell?elettricità romana diventata una vera multiutility – abbiamo posto il problema di un alleggerimento di carattere fiscale».

Proprio in vista dell?euro, era stato preso l?impegno a tenere le tariffe ferme, denunciano i consumatori. L`aumento, spiega la Federconsumatori, «è inaccettabile perché supera di circa due volte e mezzo il tasso programmato d`inflazione per il prossimo anno (1,7%), ma anche perché giunge nella fase delicata del passaggio all`euro». «Incomprensibile – aggiunge l?associazione – anche il riferimento al price cap come criterio adottato per l`aumento delle tariffe ferroviarie, visto che questo indice serve a far aumentare i prezzi in misura inferiore al tasso di inflazione programmato». «Aumenti che non appaiono giustificati da alcuna crescita della qualità del servizio», protesta dal canto suo il Codacons annunciando che chiederà «all?Autorità giudiziaria l`immediata fissazione dell`udienza con la richiesta di sospendere di sospendere l`efficacia del provvedimento che autorizza i rincari in attesa della decisione di merito». A sua volta, l` Adoc ritiene «gravissima» la decisione di aumentare il costo dei biglietti ferroviari. L?associazione è «preoccupata – osserva il presidente Carlo Pileri – per questo rialzo che coincide con quelli di altre tariffe provocati da alcune società di gestione che applicano aumenti per far quadrare i propri bilanci annuali e dall?altro lato per gli arrotondamenti effettuati al rialzo in quasi tutti i settori proprio in vista dell?entrata in vigore dell?euro».

Per quanto riguarda le tariffe elettriche, la protesta dei consumatori fa eco alla denuncia della stessa Authority dell?Energia, presieduta da Pippo Ranci. Spiega Paolo Landi, presidente dell?Adiconsum: «Il vero problema è rappresentato dai cosiddetti oneri impropri. Cip 6, che significa aziende fuori mercato che sono tenute in vita grazie a benefit. E poi ripartizione non equa dei benefici dell?energia importata a prezzi più bassi, stranded cost, cioè gli sconti di cui hanno potuto beneficiare gli utenti liberi. Infine, costi di gradualità». Tutto questo ha pesato per 1.500 miliardi nel 2000 su famiglie, artigiani e commercianti. Per Landi bisogna quindi intervenire aumentando la concorrenza. E anticipando la completa liberalizzazione degli utenti vincolati nel settore elettrico prevista solo nel 2030.

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