“Treni soppressi, sporchi e in ritardo” Pendolari in rivolta
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fonte:
- Corriere del Veneto
VENEZIA La parola ora passa a loro. Ma ci mettono pure i fatti. La protesta dei pendolari del Veneto scende in campo con una manifestazione sotto le finestre di Trenitalia: l’appuntamento è per le 10,30 di domani presso la stazione di Mestre dove i manifestanti, attrezzati di megafoni, striscioni e canzonette rigorosamente scaricate da internet, procederanno verso la direzione regionale dell’azienda. Per farsi ricevere dai vertici, e per dare un po’ di (civile) fastidio. Più facile la seconda impresa che la prima, ma gli ideatori della «sommossa» non si fanno scoraggiare: «A noi interessa far sentire la nostra voce – spiegano Luciano Ferro e Gianni Foffano, i due pendolari organizzatori – . E’ ora di dire basta ai continui disservizi cui siamo sottoposti, e chiediamo di essere interpellati, ascoltati quando si tratta di fare cambi orari o eliminare corse. Paghiamo un servizio e pretendiamo che ci sia, che funzioni. Puntualità, pulizia, sono cose che non stanno di casa a Trenitalia, sopprimono treni all’improvviso e manca del tutto l’informazione. E alla fine a rimetterci è sempre l’utente in termini di tempo, salute e denaro». Gli ultimi mesi, in effetti, per i passeggeri del trasporto regionale sono stati una escalation di disagi, cominciati col discusso cambio orario di metà dicembre (20 corse autosostituite di cui 8 ripristinate lunedì scorso, e svariati posticipi o anticipi di orario che fanno saltare le coincidenze su diverse linee) e proseguiti, non più tardi di due giorni fa, con la circolazione paralizzata da questo o quel guasto. Giovedì scorso la rottura di un cavo elettrico ha mandato in tilt la linea Venezia- Padova; venerdì i lavori sotterranei per il nuovo tram di Mestre hanno causato il cedimento di due binari (stavolta Trenitalia non c’entra) paralizzando nuovamente il traffico di mezzo Veneto. Ma i ritardi, le soppressioni improvvise e la scarsa pulizia sono disagi che i pendolari lamentano ogni giorno. Domani, pertanto, saranno loro a passare all’azione. Difficile dire in quanti saranno trattandosi per tutti di una normale giornata di lavoro (sicura la delegazione di Belluno e Vittorio Veneto), quel che è certo è che non hanno nessuna intenzione di fermarsi qui: da qualche giorno è nato il blog dei pendolari veneti (htpp://www.pendolariveneti. wordpress.com) e si comincia a pensare a un coordinamento regionale. Alla manifestazione di domani, intanto, hanno dato la loro adesione anche il Codacons, Fit Cgil e i consiglieri regionali Nicola Atalmi (Comunisti Italiani) e Pierangelo Pettenò (Rifondazione Comunista) che non risparmiano critiche all’assessore ai Trasporti della Regione Veneto Renato Chisso, con cui Trenitalia ha siglato il contratto di servizio: «Sorprende che l’assessore Chisso, responsabile da nove anni del trasporto regionale e del pessimo servizio per i pendolari, non sappia prendere a esempio quanto già realizzato da altre regioni come il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna e continui a considerare i pendolari come semplici fruitori del servizio e non come soggetti attivi del sistema. Chisso rincara Atalmi – non può continuare a sostenere le proteste che sorgono in Veneto per i tagli ai treni, improvvisandosi difensore dell’utenza, quando invece è responsabile dei ritardi e delle promesse mancate sulla metropolitana di superficie, non è stato capace di opporsi al nuovo orario penalizzante per i pendolari veneti e non ha messo risorse, nell’ultima legge finanziaria, per migliorare il servizio ferroviario». La risposta dell’assessore non si fa attendere: «La situazione dei continui disservizi è perfettamente conosciuta – spiega Chisso – infatti l’arrabbiatura dei pendolari è anche la nostra. Comprendo pertanto le ragioni di questa manifestazione ma non mi piace la strumentalizzazione messa in atto da Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani. Stanno insinuando una battaglia politica – conclude l’assessore – su una battaglia che di politico non ha nulla. Quanto al confronto con le regioni confinanti dove il servizio sarebbe molto più efficiente del nostro, dico che loro non stanno affatto meglio di noi».
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