Treni, rivolta contro i rincari sindacati e consumatori in trincea
-
fonte:
- la Repubblica
Treni, rivolta contro i rincari sindacati e consumatori in trincea
Visco: aumento sgradevole ma inevitabile per salvare le Fs
ROMA – Gli aumenti previsti dal prossimo autunno dal piano d`impresa delle Ferrovie non piacciono (quasi) a nessuno, dai partiti ai consumatori. L`unica voce che si leva per giustificare l`ennesimo balzo delle tariffe nel 2007, è quella del vice ministro dell`Economia. Vincenzo Visco difende infatti i rincari, sia quelli di gennaio (dal 3 al 15%), sia quelli in media del 10% previsti da ottobre: “I conti delle Ferrovie sono una delle peggiori eredità che ci ha lasciato il vecchio governo perché ha tenuto ferme le tariffe per 5 anni“ ha detto il viceministro prendendosela con l`esecutivo Berlusconi. Il rischio è però quello del “fallimento delle Fs. Tutti adeguano tariffe e prezzi se aumentano i costi – ha concluso Visco – le Ferrovie no. Quindi l`aumento era inevitabile“. Il rialzo delle tariffe è del resto solo parte di un progetto più ampio che punta a rimettere in piedi il gruppo ferroviario prima dell`ingresso dei privati sulla rete. Il piano industriale. Il piano, al vaglio del governo in queste ore, prevede diversi investimenti o in alternativa, in mancanza di risposte positive dell`esecutivo, tagli al personale, a “rami secchi“ della rete e tariffe in costante crescita fino al 2011. Il dossier prevede accanto all`aumento dei biglietti, un forte incremento del parco rotabile, che resta uno dei più anziani d`Europa con un`età media che va dai 20 ai 25 anni. Le novità arriveranno anche per il trasporto merci: il rilancio del settore, oggi in crisi quasi irreversibile, passa per un accordo ormai in via di definizione con Poste italiane. La lotta agli sprechi. Nel contempo continua la lotta agli sprechi predicata dall`ad del gruppo Mauro Moretti fin dal suo insediamento lo scorso anno. Se i tagli al personale (si parla di 10mila lavoratori in meno) restano un`ipotesi oggi remota, si fa sempre più serrata la caccia agli “sperperi“. Lo stesso Moretti, dopo la secca riduzione delle auto blu, si dice vada nel suo studio in piazzale della Croce rossa a Roma con l`auto privata (una media cilindrata francese). Molti uffici del vecchio palazzo delle Ferrovie sono stati poi accorpati per risparmiare spazio e poter affittare immobili di proprietà. I nuovi convogli e sicurezza. Nelle ultime settimane sono state consegnate – in Lombardia, Lazio, Veneto e a marzo in Toscana – 300 carrozze a due piani “Vivalto“ e 200 convogli completi “Minuetto“. Pronti anche 328 locomotori E464 per il trasporto locale. Marcia spedita anche l`installazione del sistema Scmt (che frena il treno in mancanza di riscontri del macchinista nei punti a rischio). Tariffe e polemiche. Al di là del piano, resta alta la tensione sui rincari annunciati. Parla di “doppia stangata da 600 milioni di euro“ il presidente di Confesercenti, Marco Venturi. Tra i sindacati la Cgil resta più defilata sulla questione, mentre il numero uno della Uil Luigi Angeletti, sottolinea ironicamente che “se la logica del risanamento passa per un aumento delle tariffe allora erano buoni tutti, anche i vertici che c`erano prima“. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, aggiunge che “il vero scandalo delle ferrovie è la condizione vergognosa in cui versano le tratte regionali e interregionali, dove viaggia l`Italia che lavora“. Dai consumatori bordate anti-rincari dal Codacons, Federconsumatori, Cittadinanzattiva, Adiconsum, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino. Contrari agli aumenti anche il Pdci e i Verdi.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
