14 Gennaio 2019

Treni regionali, scatta il caro biglietti

dal primo gennaio è aumentato il costo di ticket e abbonamenti il codacons protesta: «la qualità del servizio non è migliorata»
Troppo caldo, troppo freddo, troppa confusione. Con il nuovo anno, la musica non è cambiata per i treni regionali e per i pendolari costretti ogni giorno a salire sui convogli. Chi per lavoro, chi per raggiungere le università. A mutare sono stati invece gli importi dei biglietti, che hanno subito un ritocco verso l’ alto. Rincari che, secondo le stime del Codacons veneto, superano il due per cento; si tratta di aumenti legati all’ annuale adeguamento Istat, di fronte ai quali, però, l’ associazione di consumatori e i viaggiatori storcono il naso. Il servizio, infatti, a loro dire, non accenna a migliorare. E all’ orizzonte si profilano anche nuove preoccupazioni, come le soppressioni di treni regionali a favore dei più onerosi Frecciarossa.GLI AUMENTI. In sostanza, fino al 31 dicembre un abbonamento mensile per la tratta Vicenza-Verona costava 65,20 euro. Con i nuovi adeguamenti, il prezzo è salito fino a 66,50 euro. Per quanto riguarda le singole corse, su importi che si aggirano intorno ai cinque euro, l’ aumento è pari a circa dieci centesimi. Rientrano in questo ambito, ad esempio, molte delle tratte che collegano il capoluogo berico con altre importanti città venete; ad esempio quella da Vicenza a Padova, che, per quanto riguarda i treni regionali, oggi costa 4,35 euro, oppure quella da Vicenza a Venezia (6,40 euro) o ancora da Vicenza a Verona (5,80 euro). «C’ è un arrotondamento verso l’ alto legato al costo della vita – sono le parole del presidente del Codacons Veneto Franco Conte -. Ciò può essere giustificato solo da un aumento della qualità dei servizi, di cui, però, non abbiamo riscontro». Così, l’ associazione di consumatori si rivolge direttamente al governo, chiedendo l’ intervento del ministro Toninelli. «Chiediamo – sottolinea ancora Conte – che il ministero delle infrastrutture verifichi che a questo aumento corrisponda un incremento della qualità del servizio, in termini di puntualità dei treni, pulizia e riscaldamento delle carrozze».I PENDOLARI. Anche i pendolari non accolgono di buon grado i mancati miglioramenti del servizio ferroviario. «Abbiamo abbandonato l’ idea di viaggiare sui Frecciarossa, che sarebbero più comodi e veloci, in quanto costano tre volte tanto e, nel mio caso, si risparmiano appena dieci minuti di tempo – sottolinea Sonia Pasquetto, veronese che ogni giorno prende il treno per venire a lavorare a Vicenza -. Sui regionali, a volte è molto freddo, a volte è molto caldo, a volte c’ è molta confusione. Un aumento di poco più di un euro non ha un grande impatto; il servizio, però, non è migliorato. Anzi, hanno soppresso due regionali». E qui arriva dunque un nuovo motivo di apprensione per quanti salgono ogni giorno sui convogli. «Speriamo – continua la pendolare – che questo non sia l’ inizio di una tendenza ad eliminare i regionali in favore dei Frecciarossa. In questo caso spenderemmo 100 euro in più al mese per un abbonamento valido solo dal lunedì al venerdì». Altro che rincaro del 2 per cento. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
matteo carollo

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