17 Dicembre 2020

Treni, prezzi alle stelle Altra batosta sugli emigrati

 Luigi Ansaloni I l sospetto che qualcuno aveva avanzato qualche giorno fa, neppure troppo velatamente, che i prezzi delle corse in treno dal Nord verso il Sud in occasione delle feste fossero un po’ troppo alti rispetto al normale, potrebbe non essere campato in aria. Anzi, ora si parla di aumenti che, in certi casi, sfiorano addirittura il 200%, e che ovviamente interessano anche la Sicilia. Dopo le denunce di associazioni e comitati di pendolari, è arrivata la comunicazione che l’Antitrust ha avviato un’indagine sulle tariffe ferroviarie durante le feste natalizie e Federconsumatori fa presente che già l’anno scorso era stato segnalato come in questo periodo i biglietti di alcune tratte avessero registrato un aumento anche del +144%. Dunque, rincaro sul rincaro. «Le tratte maggiormente penalizzate sono quelle verso il Sud» aggiunge Federconsumatori. L’Osservatorio Nazionale dell’associazione ha monitorato alcune tratte, raffrontandone i costi sia con quelli rilevati lo scorso anno per i viaggi sotto le festività, sia con i costi applicati al di fuori del periodo festivo. Purtroppo il confronto è risultato più complesso, quest’anno causa della riduzione delle corse e della mancanza di disponibilità dei posti su molte tratte, fattori che indubbiamente hanno influito anche sulle politiche di prezzo delle compagnie». Federconsumatori fa presente che gli aumenti si attestano mediamente a quota +97% rispetto al costo «ordinario», con picchi del +224% per la tratta Roma- e +176% per Roma- Calabria. Anche il Milano- avrebbe superato come rincari il 100%. Dunque, confrontando i costi aumentati di quest’anno con quelli «gonfiati» del periodo delle festività 2019- emergono rincari importanti, si intravedono alcuni ribassi solo nei costi del ritorno. A crescere maggiormente è soprattutto il viaggio di andata, che aumenta mediamente del 24% rispetto alle tariffe rilevate lo scorso anno a dicembre. Non solo: c’è anche, in generale, l’aumento dei costi, in tutto il 2020, rispetto al prezzo dei biglietti al di fuori delle festività. In Sicilia il rincaro dei biglietti ferroviari a lunga percorrenza è un problema ancor più sentito, perché combacia puntualmente con quello dei biglietti aerei. «Quest’anno i rincari sono solo parzialmente giustificati dalle misure anti- che costringono a tagliare posti su treni e aerei – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – ma sappiamo tutti che il problema esiste da ben prima della pandemia». Entro tre giorni (da ieri) Trenitalia e NTV dovranno comunicare i criteri utilizzati per determinare il numero di collegamenti e i posti disponibili sulle principali tratte nazionali, fine di fronteggiare il prevedibile incremento della domanda nel periodo in questione, nonchè i criteri con cui vengono determinati i prezzi, con particolare riferimento allo scostamento rispetto alla tariffa base normalmente applicata per ciascuna tratta. Quindi, per ora nessuna presa di posizione ufficiale, anche se entrambe fanno trapelare che i prezzi e le regole sono sempre state rispettati. «La notizia che circola riguardo all’aumento del costo dei biglietti dei treni nel periodo natalizio ci lascia con l’amaro in bocca – dice Giacomo Fazio, presidente del comitato pendolari Sicilia- In un periodo cosi tragico per le persone e anche per la vita economica, un aumento del genere sa di beffa. Treni tra l’altro utilizzati da pendolari per i viaggi di rientro, tra mille difficoltà dovute alla pandemia. Chiediamo un deciso intervento delle autorità, onde scongiurare una simile iniziativa». «L’Antitrust ha accolto la nostra denuncia e ha deciso grazie al nostro esposto di aprire una indagine preistruttoria sui prezzi dei biglietti nel periodo delle festività – spiega il presidente di Codacons Carlo Rienzi – Il monitoraggio del Codacons inviato all’Antitrust accertava prezzi dei biglietti altissimi per spostarsi in treno prima del 21 dicembre, data in cui scatterà il divieto di spostamento tra regioni: per andare da Milano a Salerno si arriva a spendere oltre 152 euro; 183,45 euro per raggiungere Bari partendo da Torino; 198,30 euro per andare da Milano a Reggio Calabria e addirittura 211,50 euro da Torino a Reggio Calabria». Nell’esposto il Codacons chiedeva all’Autorità di accertare se Trenitalia e Italo avessero eliminato nel periodo festivo sconti e promozioni praticati ai viaggiatori, perché una eventuale eliminazione dei biglietti scontati o comunque più convenienti legata alla ridotta capienza dei treni configurerebbe di fatto un aumento delle tariffe ferroviarie. evidente che si tratta di una speculazione intollerabile rialzare i prezzi in modo esorbitante. rincari ci sono sempre stati nei momenti di maggiore richiesta, così come negli orari di punta, ma non in modo così consistente. Inoltre è inaccettabile che avvenga durante un momento di così grande difficoltà per il Paese e per i viaggiatori», conclude Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. (*lans*

 

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